1/ Il calcio a Rivoli, dalla nascita fino al 1943 (LE FOTO) Cominciava nel 1926 la lunga storia del calcio in città

Rivoli 1942

RIVOLI – Venerdì 9 settembre ci sarà l’inaugurazione della mostra “90 anni di calcio a Rivoli”, un momento fortemente voluto da un gruppo di appassionati capitanati dall’inesauribile “Pippo” D’Amico. Ecco la storia del calcio rivolse dalla nascita al  1943.

Alla fine del 1924 un gruppo di giovani, appassionati di calcio da vita ad una formazione rivolese. Il campo utilizzato è la piazza d’Armi, sulla strada per Rosta, nell’area dove oggi sorgono i capannoni dell’Esercito. Le righe del campo vengono tracciate con la segatura offerta dalla segheria Ghersi e trasportata in sacchi di juta dagli stessi giocatori. Il primo presidente del sodalizio sportivo è Nino Giardino e la carica di direttore sportivo è affidata ad Angelo Rapetti. Prima delle partite i giocatori si cambiavano al riparo d’una siepe, lasciando lì i vestiti e più di una volta tornarono a casa in mutante per aver subito il furto dei vestiti. Per porre rimedio a queste antipatiche situazioni viene coinvolto come presidente onorario Domenico Blanco, proprietario dell’omonimo bar, il quale fornisce un locale in una villetta di sua proprietà adiacente al campo da utilizzare come spogliatoio. La formazione è composta da: Crosazzo, Branca, Candellero, Raimondo, Bugnone, Miglietto, Morra, Rapetti, Girioli, Parato e Maritano. Successivamente entrano nella società Baloire, Bauducco, Carnino e Tenivella. Il colore sociale degli anni Venti e Trenta è il bianco come l’allora popolarissima Pro Vercelli. La prima manifestazione alla quale la squadra partecipa è il campionato Valsusino ed i giocatori per potersi iscrivere dovevano superare una serie di prove fisiche quali: correre i 100 metri in 14 secondi, saltare in alto almeno 125 centimetri e in lungo 4 metri. Alla fine degli anni Venti la squadra grazie alle vicine caserme si avvantaggiò delle prestazioni di alcuni ottimi giocatori in servizio militare in città. Vestiranno la maglia bianca: Fontana giocatore di seria A nell’Alessandria e Dossena che giocherà in seguito nella Reggina, nel Livorno e nella Lucchese. Oltre al Rivoli negli anni Trenta, appartenente all’Opera Nazionale Fascista, nasce la squadra degli “Avanguardisti” che indossa la maglia rossa e gialla in onore dei colori di Roma capitale. Nei due anni di esistenza la formazione fascista vincerà un torneo regionale; il portiere Mario Radi diventerà successivamente un noto professionista del pugilato. Negli stessi anni grazie all’opera di Tardani nasce la scuola calcio il cui campo di gioco è situato sotto la collina di San Grato. Nel 1932 si da avvio ai lavori di costruzione della Casa Littoria e dopo l’opera di bonifica dello stagno della “Munera” viene anche costruito un campo sportivo; nasce così il campo di Via Piave che da allora per lunghi anni rimase il terreno di gioco per diverse generazioni di calciatori rivolesi. Tra gli anni 1930-34 la rosa della squadra è composta: dal portiere richiesto dalla Juventus Salomone, da Mario e Tino Amberti, Mozzone, Barrera, Aldo e Emilio Perotto, Chiodi, Delpilide, Maritano, Donalisio, Durbiano, Malguti, Becchio, Quartarone e da Coda. La stagione 1937-38 fu straordinaria per il Rivoli, che dopo aver vinto il campionato Valsusino, partecipa a quello Piemontese e vince contro il San Maurizio, il Villar Perosa, e il Trino e si classifica seconda alle spalle del Gattinara. Nel 1939 il Rivoli cambia nome in Società Calcio Giovanile Sabauda. Questa curiosa denominazione è decisa in seguito alla proibizione delle autorità fasciste dell’uso del nome Unione Sportiva Rivoli, il cui l’acronimo U.S.R., secondo loro è troppo simile a quello della nemica Unione Sovietica U.R.S.S. Ecco la formazione della Sabauda: Vanessi, Bissone, Domenico e Giuseppe Birrola, Capello, Rigazio, Sina, Molsitti, Rossino, Garonis e Lazzarotto. Nonostante la devastazione della guerra e i bombardamenti sulla città a Rivoli l’attività calcistica non si arresta. Fu Emilio Perotto ad organizzare, con grande volontà, la squadra che fino al 1943 partecipa all’ultimo campionato prima dell’interruzione bellica. La rosa dei giocatori di quel terribile periodo era composta da: Truccato, Barrera, Demo, Molsitti, Rigazio, Facchetti I° e II°, Perotti, Tripoli, Sina, Garonis, Dino e Eugenio Tavolada e Gallino. In piena occupazione nazista, nei lunghi mesi della guerra civile, dopo lo scioglimento della Sabauda e degli Avanguardisti viene formata la “Murialdina” il cui promotore don De Paoli metteva a disposizione il campo dell’oratorio.

Testo preso da:  Quattro calci al pallone, L.Giai- M.Tonini, Susalibri, Sant’Ambrogio