1945: le truppe francesi si insediano anche in Valle di Susa. Chi riconosce dove è stata scattata questa foto? L'appassionato Gilbert Pilloud ripercorre la memoria dei luoghi dove furono scattate una serie di foto 71 anni fa in un momento delicato della Storia

La fotografia del 1945 che Gilbert Pilloud vorrebbe identificareLa fotografia del 1945 che Gilbert Pilloud vorrebbe identificare
LANSLEBOURG – Gendarme in congedo, consigliere comunale a Lanslebourg, appassionato di storia del Moncenisio, Gilbert Pilloud ha recuperato una serie di immagini scattate tra l’aprile ed il giugno 1945. Ancora la Germania non è capitolata, solo in in Italia infatti per una devianza storica, si festeggia la fine della Seconda Guerra Mondiale il 25 aprile e non il 7 maggio. Il 28 la Piazza militare di Susa è in mano ai Partigiani Alpini della “Stellina” di Giulio Bolaffi. Ma la storia di quei giorni è complessa.
Le truppe francesi di De Gaulle, guidate sulle Alpi dal Generale Duyen, composte da Chasseurs des Alpes, truppe coloniali e gruppi partigiani, ripassano le Alpi dal Roya alla Valle d’Aosta. L’obiettivo dichiarato, è vendicare la “pugnalata alle spalle” del giugno 1940 – atto effettivamente ignobile viste le condizioni della Francia – e occupare quanto più territorio possibile per rivendicarlo alla nuova Francia.
Pilloud in questi giorni sta ripercorrendo i luoghi immortalati dalle inedite fotografie che ha scovato. Il Moncenisio, Susa, Bussoleno, San Giorio. E riscatta nuove immagini degli stessi luoghi. Alcuni rimasti praticamente identici. La foto di copertina di questo articolo ancora però non è stata identificata. E’ molto probabile sia in qualche frazione o borgata da Novalesa in giù e ch e ovviamente la casa  coni due piloni lignei non esista più. E ci chiede di dargli una mano a ritrovarne la menoria attuale.
Tornando a quei giorni ricordiamo che non furono facili. Nelle immagini vediamo Chasseurs sorridenti. Ma furono giornate delicate. Che rischiarono di esplodere. Alla fine di maggio dopo una serie di violenze e atti intimidatori compiuti da soldati francesi nei confronti di partigiani italiani, il 23 maggio a Exilles una mina esplose al passaggio di una vettura francese. Un ufficiale restò gravemente ferito e due soldati persero la vita. Un mese più tardi, il 23 giugno, una bomba fu fatta esplodere all’interno dell’Albergo del Sole di Susa, trasformato in caserma. Nell’attentato morirono due militari francesi e una cameriera italiana. Altri sei soldati restarono gravemente feriti. Furono presi ostaggi e minacciati di fucilazione per rappresaglia, e sempre a Susa  si verificarono sparatorie tra Carabinieri e truppe francesi. Fu il Monsignor Carlo Marra, a impedire che la situazione degenerasse, ottenendo, pazientemente, il rilascio degli ostaggi. In precedenza una partita di calcio a Susa, che doveva essere di pacificazione, finì con accoltellati vari.
Al Moncenisio gli uomini di Bolaffi presidiavano il confine dal 28 aprile insieme poi ai Carabinieri, nonostante i passaggi di francesi, che comunque raggiunsero Rivoli, per poi riattestarsi ad Avigliana.
Il Governo italiano trattando con il Comando Supremo Alleato di Caserta convisne gli Angloamericani a imporre ai francesi il ritiro dai territori occupati. L’11 giugno 1945 fu trovato un accordo in base al quale i reparti gollisti avrebbero abbandonato fra il 20 giugno e il 1° luglio la Valle Stura di Demonte, la Valle d’Aosta e le Valli Susa e Chisone per essere sostituiti da reparti americani. In Valle prima però giunsero, truppe inglesi, che poi vennero avvicendati dagli americani.
Ma le mire di De Gaulle oltre i confini alpini del 1939 erano già note ad Eisenowher, Truman e Churchill e ben poco gradite. L’ ultimatum di De Gaulle a Doyen  è del 1 giugno: “Se gli Alleati passeranno all’azione, dovrà impedirlo con tutti i mezzi”.
Churchill lo defini’ un “nemico degli alleati” e si consultò con Truman, denunciando il “folle annessionismo” del Generale francese. Truman, il 7 giugno, scrisse a De Gaulle, dicendo di essere sconvolto all’ idea che soldati francesi, con armi americane, fossero pronti a combattere soldati americani e alleati che avevano liberato la Francia: “Le comunico che saranno interrotte tutte le forniture militari alle truppe francesi”. De Gaulle innalzo’ bandiera bianca. Scaricò ogni responsabilità sul coraggioso Generale Doyen. Dal 9 giugno lungo le valli italiane, gli “invasori” francesi si ritirarono – lentamente – ma progressivamente sulle frontiere del ‘ 39.
“Mi raccomando – disse De Gaulle a Doyen:  “di dare meno pubblicita’ possibile al fatto”. Fu cosi’ che la Francia gollista ottenne dall’ Italia col trattato di Parigi del 1947 solo 700 km quadrati. Fra cui il Moncenisio e la Valle Stretta.
Oggi di quei tempo si sta perdendo la memoria storica dei protagonisti. Il lavoro di appassionati come Pilloud è prezioso anche per gli storici.

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