Enti locali: la vicepresidente del Consiglio regionale chiede maggiore sostegno dal Governo Ruffino (FI) "Lo Stato decida se vuole fare il proprio mestiere o i piccoli Comuni rischiano di morire"

Daniela RuffinoDaniela Ruffino

TORINO – Daniela Ruffino (Forza Italia), vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, interviene sulla questione enti locali, a margine del convegno sulla fiscalità municipale tenutosi a Oulx. L’azzurra ha proposto in Regione un ordine del giorno in tema di enti locali, sostenendo con fermezza: “Lo Stato decida se vuole fare il proprio mestiere o i piccoli Comuni rischiano di morire.”

Il commento della vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte:

Afferma Ruffino: “Il Governo dica con chiarezza se  vuole  che i piccoli Comuni  muoiano senza le risorse necessarie a farli funzionare!  Dal Governo in particolare ed anche dalla  Regione  e dalla Città Metropolitana servono prese di posizione chiare che diano risposte alla complessità della gestione di territori come quelli di montagna, dove le amministrazioni  devono occuparsi di chilometri di strade, dei trasporti non più attivi, delle scuole che chiudono. Presenterò un ordine del giorno in Consiglio Regionale chiedendo il concreto  impegno dell’Ente a sensibilizzare il Governo per contrastare una sempre maggiore fatica degli amministratori. I temi sono : la perequazione dallo Stato ai Comuni e non viceversa. Una adeguata partita restitutoria che permetta il mantenimento  dei servizi e del territorio ed un sostegno ad iniziative concrete di Anci e Uncem”.

Anche la questione Imu – prosegue Ruffino – è indicativa della realtà: l’incasso è dato in larga parte  dalla capacità dei sindaci di rendere appetibile il territorio.  Bisogna valorizzare la peculiarità  dei piccoli comuni e dei comuni di montagna che sostengono costi elevati per mantenere l’attrattività“.

Il rischio di trovare Comuni con le serrande abbassate è concreto. E nonostante la solitudine in cui vengono lasciati i Sindaci, che si districano tra la compilazione di complesse tabelle e il fornire i servizi ai propri concittadini, gli amministratori si avventurano  nell’europrogettazione che potrebbe fornire aiuti e nuove opportunità” aggiunge la vicepresidente dell’Assemblea piemontese.

La chiusura delle Province e la nuova Città metropolitana hanno portato alla riduzione dei  servizi in generale,  i piccoli comuni e i centri montani sono, in questo caso maggiormente penalizzati. Proprio dove è vincente storicamente il rapporto con i cittadini e il senso di comunità. E’ un patrimonio che va salvato, per evitare il progressivo sradicamento delle nuove generazioni. Il problema di fondo e’ quello della restituzione delle risorse. Non è pensabile, ad esempio,  che meno del 10% dell’Imu torni al Comune che l’ha prodotta!

Conclude l’azzurra: “Bisogna fare delle scelte precise, occorre  che Anci ed Uncem prendano una posizione netta e continuativa, ed occorre che la politica piemontese si esprima  attraverso un impegno sincero e aiuti l’antica istituzione municipale a vivere e operare con dignità al servizio dei cittadini”.