Mattarella incontra i volontari del Soccorso Alpino piemontese: foto e intervista al Presidente Luca Giaj Arcota Il Giavenese Giaj Arcota racconta l'intervento all'hotel Rigopiano e l'incontro con il Presidente della Repubblica

Il presidente del CNSAS Piemonte Luca Giaj Arcota all'incontro con il Presidente MattarellaIl presidente del CNSAS Piemonte Luca Giaj Arcota all'incontro con il Presidente Mattarella

GIAVENO – Lo scorso mercoledì 29 marzo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato i soccorritori dispiegati operativamente sul territorio abruzzese per fronteggiare l’emergenza Rigopiano. Presente all’incontro anche il Presidente del distaccamento piemontese del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – CNSAS -, il Giavenese Luca Giaj Arcota, in rappresentanza dei volontari piemontesi che sono intervenuti a seguito della valanga di Farindola.

Luca Giaj Arcota:

Il Giavenese Luca Giaj Arcota è volontario del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico piemontese da oltre 25 anni. Dopo essere stato Viceresponsabile della delegazione Val Sangone-Valsusa dal 2006 al 2012, è stato vicepresidente del CNSAS Piemonte dal 2012 al 2016 e a partire da febbraio 2016 – e per ancora 2 anni – ne è Presidente.

L’incontro con Mattarella:

«Quello che vorrei sottolineare, prima di salutarvi singolarmente, è che avete messo in evidenza una grande capacità di organizzazione, capacità tecniche, ma soprattutto generosa abnegazione. Senza questa non sarebbe possibile raggiungere risultati efficaci». Queste le parole che Mattarella ha rivolto  ai soccorritori che hanno operato in Abruzzo durante l’emergenza di fine gennaio.

Luca Giaj Arcota commenta così l’incontro con il Presidente della Repubblica: “E’ stato un momento molto bello. Ho già avuto modo, in passato, di conoscere Sergio Mattarella presso Forno di Coazze ed è un uomo umile, nonostante il ruolo che ricopre. All’incontro di mercoledì ha ringraziato e stretto la mano ad ogni singolo operatore. Inoltre in quest’occasione ho avuto il piacere di incontrare nuovamente il sindaco di Farindola, stavolta in un ambiente più rilassato.”

L’intervento a Rigopiano:

Oltre 400 tecnici specializzati provenienti da tutte le regioni d’Italia sono scesi in campo dopo la valanga che il 18 gennaio 2017 ha travolto l’Hotel Rigopiano di Farindola, lasciando dietro di sè 29 morti e 11 sopravvissuti.

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è membro permanente del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile e quando si verifica un’emergenza vengono allertati i servizi di competenza. A seguito di una catastrofe come quella di Farindola, i servizi locali non riuscivano a gestire la situazione e sono state perciò allertate tutte le Regioni.

Luca Giaj Arcota racconta l’esperienza di quelle drammatiche giornate a Rigopiano: ” 92 volontari del Soccorso Alpino e Speleologico piemontese sono intervenuti nella zona di Rigopiano, dividendosi in 5 turni (di circa 4 giorni ciascuno, vista la pesantezza del lavoro) i quali hanno operato sino a domenica 29. Siamo giunti su luogo con i nostri automezzi, che abbiamo lasciato in loco mentre i furgoni della Regione facevano la spola per trasportare i vari turni. Noi del primo gruppo siamo arrivati all’hotel Rigopiano il 19 gennaio, a circa 18/19 ore dall’evento valanga, per dare il cambio ai soccorritori abruzzesi intervenuti immediatamente, e vi siamo rimasti sino a domenica 22 gennaio. Ciò che abbiamo trovato dinanzi a noi era il caos più totale, da ogni punto di vista: c’erano montagne di neve ed intere frazioni erano completamente isolate. Inoltre i mezzi che avevano a disposizione non erano sufficientemente potenti poichè, sebbene le nevicate quando avvengono siano abbondanti, eventi del genere non sono ricorrenti, senza contare che il territorio era fortemente provato dal recente terremoto.

Giaj Arcota prosegue, spiegando le maggiori difficoltà che hanno dovuto affrontare: “I primi giorni abbiamo riscontrato molti problemi. Innanzitutto siamo intervenuti in una valanga anomala, perchè coinvolgeva uno stabile e dunque scavando abbiamo trovato solette di cemento armato e ci siamo dovuti avvalere dei mezzi del Vigili del Fuoco per rimuovere le macerie. Abbiamo dormito 2/3 ore a notte e non c’era un cambio esatto fra i vari turni poichè c’erano molte difficoltà nei trasporti (l’unica via d’accesso era un senso unico alternato lungo 9 km scavato nella neve). Durante le operazioni ha costantemente continuato a nevicare, difficoltà che si aggiungeva alla molta nebbia ed umidità.”

Evocative ed emozionanti le parole con cui il Presidente del CNSAS Piemonte descrive le operazioni: “Davanti a noi abbiamo trovato un’enorme distesa di neve, pareva impossibile immaginare che sotto di essa si trovasse un hotel: a circa 5 metri sotto al livello del suolo si trovava la parte più alta del Rigopiano. Onestamente mai avrei potuto  sperare che avremmo trovato tanti sopravvissutiSiamo entrati in valanga a 500 metri dall’albergo, dove abbiamo trovato le prime suppellettili: la forza della valanga aveva trasportato sin lì materassi, cuscini, mobili ed i cani del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza erano completamente impazziti, poichè sentivano una grande quantità di odori provenienti dagli oggetti personali degli ospiti dell’hotel. Lì abbiamo trovato subito anche le prime macchine. Abbiamo scavato per 4/6 metri prima di arrivare allo stabile ed alle 10 del venerdì, nel sottotetto, abbiamo estratto i primi tre sopravvissuti ed un deceduto. Poi, dalla sala del biliardo, abbiamo con gioia liberato i bambini.”

Conclude Giaj Arcota: “Il lavoro con gli altri Corpi – 118, Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Alpini, Esercito, Guardia di Finanza, Guardia Costiera – è stato di grande sinergia; per affrontare le difficoltà delle operazioni ognuno ha dovuto dimostrare un forte spirito di adattamento. Abbiamo lavorato ininterrottamente, nella speranza di dare buone notizie perchè c’erano delle famiglie che aspettavano e proprio per questo abbiamo fatto tutto il possibile, senza tregua.

Il CNSAS Piemonte:

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Piemonte conta 1150 volontari, suddivisi in 56 stazioni di valle che dalle Alpi Marittime alla Val d’Ossola coprono l’intero arco alpino.  Nel 2016 sono stati 1516 gli interventi svolti in tutto il Piemonte, grazie ai quali sono state salvate 1413 persone. Circa il 64/65% delle operazioni di soccorso vengono svolte in elicottero, il restante invece da squadre a terra quando si tratta di interventi in notturna oppure se le condizioni sono particolarmente avverse. “Testa” di ogni intervento è la postazione di Grugliasco; inoltre il CNSAS collabora con il 118: nella Centrale del 118 sono sempre presenti h24 uno o due operatori CNSAS ed un tecnico è sempre a bordo dell’elicottero per coadiuvare il personale medico negli interventi in montagna. Fondamentale per le operazioni di soccorso è inoltre l’unità cinofila.

I soccorritori del CNSAS sono tutti volontari e, come spiega Giaj Arcota “La soddisfazione di sapere che il tuo intervento è stato fondamentale per salvare delle vite ripaga la fatica, la lontananza dalla famiglia e la mancanza di tempo libero: lo fai perchè ci credi profondamente. La chiave è andare in montagna per il mero piacere di andarvi: quando ami la montagna e la frequenti abitualmente, sai come comportarti quando devi intervenire.”

Incontro a Bardonecchia:

Per conoscere meglio l’operato di questi eroi, benchè non vogliano essere definiti tali, appuntamento a sabato 8 aprile alle ore 17 presso il Palazzo delle Feste di Bardonecchia, dove si terrà “Non chiamateli eroi”, evento in cui la delegazione Val Sangone-Valsusa del CNSAS Piemonte racconterà ed illustrerà con alcuni filmati gli aspetti salienti e delicati del soccorso alpino. Presenti alla conferenza i volontari Luca Giaj Arcota (Presidente CNSAS Piemonte), Cristina Alpe (Delegata XIII Val Sangone-Valsusa) , Renato Pirona (Stazione di Bardonecchia), Augusto Cotterchio (Operatore di Centrale), Remo Ughetto (Tecnico di Elisoccorso), Sacha Weller (Unità cinofila) e Guido Ferrero (Istruttore Scuola Nazionale Medici).

 

 

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