A 70 anni dal Referendum, e se avesse vinto la Monarchia?

vittorioemanuele

La storia non si fa né di “se” né di “ma” mi dicevano all’università quando azzardavo ipotesi; il libro “La storia fatta con i se” di Robert Cowley dovrebbe comunque essere in ogni libreria. Ma se non siamo in grado d’ipotizzare l’evolvere degli eventi, a cosa serve studiarla? Così oggi a sett’anni di distanza dal voto referendario è un divertente esercizio fantasticare sulla vittoria della Monarchia e i possibili sviluppi di una scelta diversa da quella che fu. In breve cosa ci siamo persi. Dal 1861 al 1946 fu Monarchia da allora ad oggi Repubblica. Fanno esattamente 85 anni a 70, insomma escludendo altri referendum sarà pareggio nel 2031.

I PERSONAGGI. Tento l’elenco a memoria neanche fosse una squadra di calcio dei Presidenti della Repubblica: De Nicola che era monarchico, Einaudi che mise a posto il bilancio, Gronchi del francobollo, Segni morto presto, Saragat tra uno scandalo e l’altro,  Leone e la sua famiglia, Pertini pipa e Coppa del Mondo di calcio, Cossiga il picconatore, Ciampi il banchiere, Napolitano un settennato più mezzo e Mattarella che non ha ancora lasciato il segno e forse non ne lascerà alcuno. Dimenticato nessuno? Uno si, ma non mi era simpatico e lo ometto dalla lista. E i Re? Dunque Umberto II,  il re di maggio, avrebbe regnato per altri mesi, molti, fino al 18 marzo del 1983. Un periodo di 37 anni, più o meno sette Presidenti della Repubblica. E poi? Ecco arrivare Vittorio Emanuele, classe 1937, sposato con la svizzera Marina Ricolfi Doria e famose per le sue sparate non solo verbali. E la dinastia termina così in attesa del mio coscritto Emanuele Filiberto, provetto ballerio a “Ballando con le Stelle” e poco altro.

I VOTI. Nella provincia di Torino i voti furono per la Repubblica 485310 e per la Monarchia 348457. La culla sabauda aveva abbondonato Casa Savoia.

FU VERA VITTORIA? Adesso che gli archivi si aprono qualche dubbio sulla legalità sia delle elezioni e dello scrutinio finale emerge. Non fu forse lo stesso Togliatti a dire al suo segretario: “Un parto difficile va aiutato“?. Ecco i motivi . Il clima di violenza durante la campagna elettorale avrebbe indebolito la campagna monarchica e la Polizia Ausiliaria fu accusata di aver duramente contribuito a questa situazione tanto che per assicurare l’ordine durante il Referendum fu costituita una polizia speciale formata da ex-partigiani. Circa 200 funzionari sarebbero stati immessi illegalmente dal ministro della giustizia Togliatti per la revisione di 35.000 verbali circoscrizionali e sezionali. Dopo che i rapporti dell’Arma dei Carabinieri, presente in tutti i seggi, segnalarono al Ministro degli Interni Romita la vittoria della Monarchia, nella notte tra il 5 ed il 6 giugno i risultati si capovolsero in favore della Repubblica con l’immissione di una valanga di voti. Accurati studi statistici hanno dimostrato che in quell’epoca non potevano esserci tanti votanti quanti ne sono stati conteggiati nei dati ufficiali del Ministero dell’Interno, dunque i voti giunti al ministero dell’Interno all’ultimo momento, che avevano dato la vittoria alla repubblica, erano scaturiti dal nulla. Le stime dell’epoca valutano in circa tre milioni i voti che andarono persi per diverse ragioni, numero maggiore della differenza tra l’opzione repubblicana e quella monarchica; in questo caso non si può certo affermare che questi voti sarebbero confluiti in favore della monarchia. Inoltre in quelle due notti si svolse anche una vera e propria guerra tra i servizi segreti americani favorevoli alla Repubblica e quelli inglesi favorevoli alla Monarchia e che dopo la proclamazione ufficiosa della vittoria della Repubblica, furono scoperti nei luoghi più disparati, migliaia di pacchi di schede non scrutinate che furono prontamente distrutti, questi rapporti sono ben descritti dallo storico Denis Mack Smith. Inoltre molte provincie non andaro al voto, ma che in questo caso non si sa quale sarebbe stato l’esito della consultazione.