A Bussoleno questa sera ennesima fiaccolata di protesta del Movimento Notav "Contro le assurde e pretestuose, misure cautelari". Arresti e domiciliari cui sono stati sottoposti 23 attivisti

Fiaccolata Notav a Susa (Foto L'Agenda)Fiaccolata Notav a Susa (Foto L'Agenda)

BUSSOLENO –  Come annunciato nella “assemblea popolare” di martedì scorso, il  Movimento Notav ha indetto questa sera,  23 Giugno,  a Bussoleno una “Fiaccolata Notav” in solidarietà con tutti i Notav colpiti dalle misure restrittive in questi giorni.” Il ritrovo è fissato nella Piazza del Comune, alle 21.00

Sono 23 le persone in tutto,  ritenute responsabili dell’attacco al perimetro off-limit del cantiere di Chiomonte,  del 28 giugno dell’anno scorso, tutti accusati a vario titolo di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali, esplosioni di ordigni con la finalità di turbare l’ordine pubblico.

Fra questi anche Marisa Meyer, anziana chiomontina da sempre presente a ogni azione di protesta Notav, cui è stato notificato l’obbligo di firma, ma soprattutto alcuni esponenti del cosiddetto “Comitato di Lotta Popolare” di Bussoleno, a partire da Nicoletta Dosio, la pasionaria rossa, che sin dalla prima sera ha violato l’obbligo delle misure di polizia amministrativa cui è sottoposta, partecipando alla assemblea dei Notav.

“Non accetto di andare a chiedere scusa ai Carabinieri tutti i giorni, né accetterò che la mia casa diventi la mia prigione – ha dichiarato la Dosio – La nostra bellissima lotta è la lotta continua di tutti per il diritto a vivere bene.”

Più grave la posizione di un altro noto attivista, – Giuliano Borio – colpito dalla restrizione agli arresti domiciliari, che però ha voluto essere presente alla serata di martedì. Per lui scatterà in automatico la denuncia per evasione. “Per la libertà vale la pena lottare. Sono evaso dai domiciliari e sono qui. Un giudice non deciderà per la mia vita” ha detto fra gli applausi presentandosi al polivalente.

Nel frattempo è arrivata anche la pesante sentenza di primo grado nei confronti di un altro attivista, il “mercandin del pesce” Emilio Scalzo, che insieme a due giovani ragazze dei centri sociali è stato condannato a 2 anni e 7 mesi per fatti successi durante una delle tante manifestazioni Notav che vide scontri con le forze dell’Ordine e l’occupazione a Chianocco dell’autostrada A32 del Frejus.

Il  Pubblico Ministero, Antonio Rinaudo, aveva chiesto 13 mesi. La  Corte ha raddoppiato la pena leggendo il dispositivo della sentenza.