A cent’anni dalla nascita il ricordo di don Rinaldo Trappo

Don Trappo con il presidente Sosello (foto Balbo)Don Trappo con il presidente Sosello (foto Balbo)

BUSSOLENO – E’ oggi il centenario della nascita di don Rinaldo Trappo. Chi era don Trappo? Seminarista irrequieto, prete spigoloso, cappellano eroe, missionario e maestro elementare. Se non temessi di essere frainteso o di suscitare un sorriso in chi l’ha conosciuto definirei monsignor Rinaldo Trappo un luminosissimo esempio di santo sacerdote perchè nessuno più di lui sapeva svolgere con semplicità e profondissima ispirazione la missione. Naturalezza, spontaneità, tensione morale, fortissimo rigore spirituale, candore d’animo, dedizione fino all’estremo erano le sue caratteristiche, quelle caratteristiche che l’hanno fatto amare, ma anche temere e rispettare. Sapeva essere una guida per chi gli era vicino e ha portato per sempre nel cuore gli anni difficilissimi e tragici della “campagna di Russia”. Era Alpino e tale si è sempre sentito. In Russia ha accompagnato tanti alpini fino alla porta del paradiso, gli alpini che erano morti li ha sempre voluti onorare, rispettare, difenderne la memoria. Gli alpini lo amavano e lo ammiravano. Raccontava con gusto che, giunto con il battaglione nella zona di Garessio, nel 1941, gli alpini gli avevano subito dedicato una semplice filastrocca. Poiché una compagnia stazionava nella frazione di Trappa, la filastrocca diceva: “Troppa trippa a Trappa per la truppa di don Trappo”. Monsignor Trappo non c’è più e oggi una valle e il mondo alpino lo ricorda con affetto e rispetto. Abbiamo davanti agli occhi la sua figura, il suo sguardo profondo, il suo capo canuto, la semplice maestosità e la serenità che emanavano dalla sua figura. Abbiamo presenti i suoi insegnamenti, la sua fede, la sua indipendenza.

Mario Tonini, Rinaldo Trappo, uomo, Alpino e prete, Susalibri, Sant’Amborgio, euro 17