A Fenestrelle i libri vanno Forte, sconti incredibili per la fine della Fiera

bollone

FENESTRELLE – A Fenestrelle presso il Palazzo del Governatore del Forte c’è  la 22ª edizione del Salone del Libro, a cura di Editrice Il Punto-Piemonte in Bancarella, che durerà fino al 25 agosto 2016. Questa manifestazione, nata per la caparbia volontà di Roberto Marra, fondatore e titolare della Casa Editrice Il Punto-Piemonte in Bancarella, è così giunta al suo ventiduesimo anno di vita. Roberto Marra, nato nel 1936 ad Alice Superiore, viene descritto dal figlio Corrado che ne prosegue l’attività, come “forte tempra di canavesano, con una specifica preparazione di grafico ed un’esperienza pluriennale di libraio”. Roberto Marra, nel 1978, ha esordito come editore per studiare e svolgere sistematicamente l’argomento Piemonte, la sua storia, le sue tradizioni, la sua lingua, la sua cultura, le sue peculiarità piccole e grandi. Dopo i faticosi inizi, nel 1994, del Salone di Fenestrelle causati dalle condizioni degli edifici non ancora ristrutturati, la manifestazione ha avuto un crescente successo ed ha visto la partecipazione di personaggi di rilievo. A disposizione presso il Palazzo del Governatore dove sono esposti migliaia di titoli delle migliori Case Editrici, con un vasto assortimento per bambini e ragazzi. Nell’ambito del Salone del Libro sono previsti incontri con gli autori, conferenze, pomeriggi per bambini, e tanti altri eventi. Al Salone del Libro di Fenestrelle sono anche in vendita le simpatiche magliette piemontesi prodotte da Editrice Il Punto-Piemonte in Bancarella: si tratta di T-shirt che portano stampati modi dire piemontesi come “Scapa travaj che mi i rivo”, “Ciolé granca a parlene”, “Un bon bicer ëd vin a fa passé tuti ij sagrin”, “Soma pròpi dal cul!”, “L’hai le bale an giòstra”, “Pì a son cit pì a son ampëstà”, “Ciapa rat” e la dichiarazione d’amore per il Torino “Mè cheur a l’é granata”. Queste T-shirt forniscono una accattivante immagine della lingua piemontese, riportano in auge coloriti modi di dire molto utilizzati in passato ma che ora rischiano l’oblio e – cosa non trascurabile! – sono scritte con grafia corretta! Chissà se con il loro spirito beffardo e canzonatorio potranno avvicinare i giovanissimi all’uso del piemontese…