A Giaglione, presentazione del documentario “Lou soun amis” Nel salone polivalente proiezione del video di Flavio Giacchero e Luca Percivalle

(Lou soun amis. Foto: Tsambra Francoprovensal)(Lou soun amis. Foto: Tsambra Francoprovensal)

GIAGLIONE – Venerdì 27 gennaio, alle ore 21.00 presso il salone polivalente di Giaglione, verrà presentato il documentario di Flavio Giacchero e Luca Percivalle dal titolo “Lou soun amis“. Il video nasce da una ricerca antropologica avvenuta tra il 2011 al 2015, svolta sul campo, in una società che ha resistito alla globalizzazione: qui la musica non è solo spettacolo ma parte indispensabile della vita.

I due giovani registi hanno svolto i loro studi, diventati oggi passione e lavoro, proprio in questo ambito: Flavio Giacchero, originario di Viù, è un etnomusicologo, musicista, e si occupa inoltre di antropologia culturale, fotografia e paesaggi sonori; Luca Percivalle, di Casale Monferrato, lavora presso il Laboratorio Granai della Memoria dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. Si occupa di ricerca nell’ambito dell’antropologia visiva realizzando documentari e laboratori volti all’utilizzo dell’audiovisivo come strumento educativo e di indagine socio antropologica.

La narrazione del video si sviluppa attraverso una serie di capitoli che documentano le caratteristiche e il contesto culturale di una specifica tradizione musicale, dalla quale emerge che l’elemento collante è l’amicizia, base fondante per la buona riuscita di questa musica. Amicizia che, in questo caso, ha permesso la collaborazione per la realizzazione del documentario.

Affinché questa musica possa riprodursi nel modo ideale sono necessari una serie di elementi, composti da regole musicali e sociali, in cui si ricerca una precisa estetica del suono, connessa e speculare ad una particolare predisposizione emotiva. Una tradizione musicale polifonica dunque che è stata veicolata nel tempo creando e mantenendo società. Un suono che permette e conduce una determinata esperienza in cui il significato profondo pare essere condividere e vivere un certo tipo di sentimento: sentire e sentirsi parte di una collettività in una dimensione armoniosa“: è questa l’anima del documentario, narrato in francoprovenzale, minoranza linguistica storica riconosciuta dalla Repubblica italiana, sottotitolato in italiano e tradotto in altre tre lingue.