A Giaveno nasce la culla per la vita

GIAVENO-  L’antico concetto della ruota degli esposti rinasce nella moderna culla per la vita a Giaveno, in via Rametti, angolo via Seminario, sul muro perimetrale di una casa privata. A volere fortemente la culla, destinata a tutti quei bimbi le cui madri non possono o non vogliono prendersi cura di loro, sono stati i volontari del Centro di Accoglienza Alla Vita di borgata Buffa, coordinato dall’attivissima Teresa Bava. “Speriamo che questa culla non venga mai utilizzata, ma sappiamo con certezza che la sua semplice presenza sarà di aiuto a tutte quelle madri che, indecise fino all’ultimo se tenere o meno il proprio bimbo, porteranno avanti la gravidanza con più coraggio” ha spiegato la signora Bava, che ha elogiato il lavoro delle decine di volontari coinvolti in questo progetto: “L’essere riusciti a realizzare quest’opera è un segno dell’amore della Divina Provvidenza”. Segni che si rincorrono, come quello indicato dai proprietari dell’immobile, risalente forse al XIX secolo: “Non sapevamo con esattezza dove posizionare la culla; alla fine abbiamo optato per il luogo in cui si trova ora. Aprendo il varco fra le pietre, abbiamo trovato un’acquasantiera. Il segno dell’accoglienza della vita nel nome di Gesù”. Al termine della cerimonia è intervenuta anche la vicepresidente del Consiglio Regionale, Daniela Ruffino, già sindaco di Giaveno, che ha spiegato: “È vero, ci sono molte leggi che tutelano l’anonimato della donna che vuole partorire in ospedale e abbandonare il proprio figlio. Si tratta di norme giuste, ma talvolta, come tutte le leggi, esse possono apparire fredde; ecco dunque che il calore di una culla può essere di aiuto”. L’inserimento del bimbo nella culla è facile e non sorvegliato e, una volta chiusa, questa può essere riaperta soltanto dai soccorritori del 118, immediatamente allertati da un sistema di allarme. Il piccolo si troverà, dunque, in un ambiente confortevole e riscaldato, in attesa che, nel giro di pochi minuti, i soccorritori giungano in suo aiuto.