A Giaveno si è discusso del Trattato di libero scambio fra Europa e Stati Uniti Fra i relatori anche gli europarlamentari Mario Borghezio (Lega Nord) e Tiziana Beghin (M5S)

Il pubblico presente alla serata di ieriIl pubblico presente alla serata di ieri

GIAVENO – C’era anche il Borghezio che non ti aspetti, ieri sera, 26 febbraio, all’incontro organizzato dalla sezione valsangonese della Lega Nord (in collaborazione con tutte le altre forze politiche presenti nel Consiglio giavenese) sul T.T.I.P., il Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti, un accordo di libero scambio di merci e servizi fra l’Unione Europea e gli Stati Uniti che porterebbe alla creazione del più grande mercato globale, con oltre 800 milioni di possibili consumatori. Calmo e disponibile, oltre che preparato sull’argomento, l’europarlamentare leghista ha espresso la sua posizione fermamente contraria al Trattato, la cui negoziazione rimane in gran parte segreta: “Mettere insieme due mercati molto differenti fra loro, come quello statunitense e quello europeo, può essere davvero rischioso — Ha affermato Borghezio — In particolare, sull’agricoltura italiana gli effetti potrebbero essere devastanti. Per l’Europa, infatti, l’indicazione geografica di provenienza dei prodotti alimentari è fondamentale, mentre per gli U.S.A di fondamentale c’è soltanto il marchio. Si assisterebbe al trionfo del liberismo selvaggio, con le grandi multinazionali che potranno dirimere le loro controversie legali servendosi di un arbitrato internazionale che esse stesse creeranno”. Sulla stessa lunghezza d’onda, in un’inedita (o forse no?) alleanza, anche l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle Tiziana Beghin, economista: “Il problema non sono i dazi, ma le cosiddette “barriere non tariffarie”. In Europa vige il principio di precauzione, per cui una merce può essere messa in vendita soltanto dopo una lunga serie di test che ne certifichino la sicurezza per l’utente, mentre negli U.S.A. qualsiasi merce può essere messa in vendita e spetta eventualmente al consumatore dimostrare che faccia male”. Secondo la Beghin, inoltre, aprire il nostro mercato agli Stati Uniti comporterebbe il rischio di un’invasione dei prodotti americani e ha citato come esempio le importazioni di pollame che, si stima, potrebbero addirittura aumentare del 33500%, a fronte di un aumento del pil europeo dello 0,5% in dieci anni. Decisamente più cauta la posizione del consigliere regionale del PD Andrea Appiano, che ha invitato ad attendere la stesura di una bozza definitiva prima di criticare il trattato a prescindere: “Senz’altro ci sono delle criticità, anche serie, che dovranno essere tenute in considerazione, ma, di per sé, non possiamo demonizzare l’idea di unire due mercati che potrebbe portare anche vantaggi” ha affermato il consigliere, fra i bisbigli di disapprovazione di gran parte del pubblico, in buona parte composto da leghisti e pentastellati. Caute e aperte alla discussione anche le posizioni di Lodovico Actis Perinetto, presidente della C.I.A., Giovanni De Michelis di Confagricoltura Torino, e Giovanni Mellano, di Coldiretti Torino.

Stefano Olocco, segretario della Lega Nord Val Sangone (a sinistra), Mario Borghezio e un militante

Stefano Olocco, segretario della Lega Nord Val Sangone (a sinistra), Mario Borghezio e un militante