A Giaveno si parla di social media e cyberbullismo Incontro rivolto a genitori, scuole ed istituzioni per consapevolizzare ad un uso sicuro del web da parte dei ragazzi

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GIAVENO – Grande affluenza venerdì 29 gennaio presso l’istituto Maria Ausiliatrice per assistere alla conferenza “Social media e cyberbullismo”. Durante la serata si sono susseguiti gli interventi di esperti in materia che hanno chiarito con slides, video e materiale cartaceo le varie sfaccettature del fenomeno. L’aula gremita ha dimostrato grande sensibilità e interesse verso questo tema che, con il progressivo sviluppo delle nuove tecnologie, sta sempre più entrando a far parte delle nostre vite. L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali della vicepresidente del Consiglio Regionale Daniela Ruffino che ha  elencato esempi di vittime di cyberbullismo in Italia per mostrare quanto questo fenomeno sia preoccupantemente in espansione; sono inoltre state illustrate le iniziative regionali su questo tema, quali il progetto di sensibilizzazione “Move up” ed il tavolo di coordinamento sulla lotta al cybercrime. Sono innegabili i rischi che si celano dietro al mondo virtuale, le trappole in cui potrebbero cadere i nostri figli se non li educhiamo ad un uso consapevole e sicuro. “Ma non bisogna demonizzare lo strumento internet poichè è e sarà sempre più utile ai ragazzi, nativi digitali, nella società odierna; stasera parleremo solo della sua parte negativa.” precisa il Sostituto Commissario della Polizia Postale e delle comunicazioni Sandro De Vecchis. La consapevolezza si basa innanzitutto sulla conoscenza, perciò è parsa molto puntuale la premessa del moderatore della serata Marco D’Angeli che ha chiarito il significato di termini quali “profili fake” o “web reputation”, essenziali per comprendere il fenomeno, ma sconosciuti ai più. A seguire, l’intervento di Sandro de Vecchis che ha illustrato l’attività di prevenzione e repressione dei crimini informatici svolta dalla Polizia delle Comunicazioni – ramo della Polizia di Stato –  volta a combattere reati quali pedopornografia, adescamento di minori, estorsioni. Successivamente è intervenuto l’avv. Manuela Selvo – civilista esperta di Diritto di famiglia – che ha affrontato i risvolti legali, spiegando che ad oggi nel nostro ordinamento non esiste una norma che preveda il reato di cyberbullismo, il quale viene pertanto ricondotto ad altre fattispecie criminose come l’ingiuria, la violenza privata, il danneggiamento o l’estorsione. L’avvocato affronta inoltre i fondamentali temi dell’imputabilità del minore e del risarcimento del danno da questi cagionato. Conclude la conferenza l’intervento di Massimo Pozzi ed Eleonora Portigliatti, educatori della Cooperativa “L’arcobaleno” che hanno spiegato il funzionamento del cervello di un adolescente avvalendosi di una metafora: è una casa a  più piani, dove il piano emotivo prende però il sopravvento; il ruolo dell’adulto deve essere quindi quello di un ascensore che metta in contatto la parte cognitiva con quella emotiva. A tal fine è importante porre regole ben chiare ai ragazzi, ma ancor più bisogna comunicare. Il messaggio che deve passare è :”Sei intelligente: pensa, usa la testa!” perchè lo strumento informatico è importante, ma va usato con attenzione e prudenza affinchè non ne venga inficiato il potenziale creativo e formativo.