A Giaveno si scopre la Santeria cubana Una iniziativa del neonato Circolo Giaveno–Val Sangone “Dino Pogolotti”

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di LUCA CALCAGNO

GIAVENO – “La Regla de Ocha. Quando le religioni s’incontrano” una mostra sul sincretismo religioso della Santeria cubana nei locali del Circolo “El Colonial Mantilla” in via Umberto, 13 da venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 luglio. Un’iniziativa vede il neonato Circolo Giaveno – Val Sangone “Dino Pogolotti” parte attiva nella promozione dell’evento. L’esposizione sarà presentata venerdì primo luglio alle 18,15 sempre nei locali del Circolo Mantilla e resterà visitabile fino alla chiusura degli stessi. Per quell’occasione a Giorgio Poltronieri, membro del Direttivo di “Comitato Unito – America Latina e Caraibi, già Uni-Cuba”, esperto in sistemi religiosi di origine africana a Cuba, sarà affidata un’introduzione dal titolo “Antichi dei nel Nuovo Mondo”. In cui saranno definiti alcuni termini come, si affronterà la nascita della santeria, le sue principali caratteristiche, i ruoli dei diversi praticanti, i sistemi di divinazione e il corpus mitologico. Il sabato seguirà l’orario mattino 10 – 12 e pomeriggio sera 16 – 22, restando aperta ai visitatori anche durante la Notte bianca giavenese. Sempre per l’occasione via Umberto sarà animata dalle danze di Adis Flores che darà dimostrazione di passi tipici della tradizione Yoruba. Infine domenica apertura pomeridiana 16 – 22. Con Santeria si intende una particolare forma di spiritualità propria dell’Isla Grande originatasi dall’incontro fra il Cattolicesimo e i suoi santi con le credenze degli schiavi giunti dall’Africa. Attraverso le statue, gli altari e le descrizioni fornite da “El Colonial Mantilla” si potrà scoprire come dietro la Vergine “de la Caridad del Cobre” si nasconda Ochùn, divinità dell’amore, della bellezza, della femminilità e dei fiumi. Ancora come dietro San Lazzaro si intraveda Babalú Ayé, guaritore di numerose malattie veneree, della pelle, della lebbra, del colera, delle infermità in genere. O come le caratteristiche attribuite a Sant’Antonio da Padova rimandino a Elegguà, dio protettore di viaggiatori, che quando balla assomiglia ad un bambino dispettoso, messaggero, detiene le chiavi del destino. “Con la mostra e l’esibizione di danze intendiamo richiamare l’attenzione su un aspetto delle tradizioni cubane che spesso passa in secondo piano quando si parla dell’Isla Grande – commenta il Presidente del Circolo Dagoberto Ramirez Mantilla,  – La Santeria non è soltanto attuale, perché ancora molto praticata a Cuba, ma permette allo stesso tempo di indagare il percorso che ha portato la società cubana a essere un’armonia di differenti etnie”.