A processo gli attivisti Notav dell’area anarchica per i sabotaggi in Tribunale e l’assalto a Italferr Dieci gli imputati per i due episodi per cui il p.m. ha chiesto condanne dai 4 ai 9 mesi

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TORINO – E’  in corso in Tribunale a Torino un processo ad attivisti Notav, per due diverse azioni compiute da giovani dell’area anarchica. La prima riguarda fatti del 13 gennaio 2014, quando proprio dentro a Palazzo di Giustizia, entrati per “assistere” a una delle tante udienze che vedono imputati attivisti del “Movimento” Notav, il gruppuscolo procedette a danneggiare e mettere fuori uso alcuni dei locali adibiti a servizi igienici. Il blitz avvenne nelle toilette del sesto e quarto piano del Palazzo di Giustizia, non aperti al pubblico: con penne biro e palline di gomma vennero ostruite le vaschette di scarico provocando la fuoriuscita d’acqua nei locali. Gi attivisti, tutti appartenenti all’area dei centri sociali, si preoccuparano anche di scrivere sui muri e appore adesivi, con diverse frasi inneggianti “ai compagni arrestati per terrorismo”.
A incastrarli le impronte digitali lasciate sui fogli e sui muri e le riprese con le telecamere di sicurezza all’ingresso del Tribunale, che hanno permesso agli investigatori di identificarli.

Una parte degli imputati è poi accusata anche per  l’irruzione del 9 gennaio 2014 nella sede della Società Italferr del Gruppo Ferrovie dello Stato, quando  entrati nella sede dell’azienda, in corso Principe Eugenio a Torino, avevano dannegaito i muri con alcune scritte di “solidarietà” sempre nei confronti dei quattro anarchici arrestati alcune settimane prima per terrorismo.

Nella sua requisitoria il Pubblico Ministero Enrico Arnaldi di Balme, che fa parte del Gruppo “terrorismo ed eversione dell’ordine democratico e reati in occasione di manifestazioni pubbliche”  ha proposto condanne che vanno dai quattro ai nove mesi di reclusione.

Nel frattempo ieri, 5 luglio, i due Notav, arrestati al Moncenisio per evasione dai domiciliari, processati per direttissima, sono stati ristretti presso il Lorusso e Cotugno delle Vallette, in attesa dell’ eventuale ricorso al Tribunale del riesame.