A Rivalta di Torino la difficoltosa scelta fra via Leopardi e via Pascoli

A Rivalta di Torino via PascoliA Rivalta di Torino via Pascoli

RIVALTA di TORINO – Non è stata né facile né immotivata la scelta di far sì che i non residenti della frazione Pasta di Rivalta di Torino non possano più imboccare via Leopardi da via Torino. Lo spiega il presidente del Comitato di Frazione Pasta Alberto Alberti che precisa inoltre come il Comitato non abbia mai pensato di rendere la frazione una Ztl e  non l’abbia perciò mai richiesto ufficialmente. Al contrario, il problema dell’eccessivo traffico veicolare era stato più volte segnalato al presidente stesso e all’Amministrazione.

Via Leopardi o via Pascoli?

Via Leopardi, spiega Alberti, è una via stretta e diritta, preferita dal traffico veicolare dei non residenti che arrivando da via Torino, soprattutto prima delle ore 8 e dopo le 18, la percorrono ad alta velocità per arrivare in via Tasso, svoltare a sinistra per giungere in via Aleramo e di qui alla “bretella” fra la Sp 6 e la Sp 175 che li condurrà verso i comuni limitrofi, il capoluogo o al centro di Rivalta di Torino.  Imboccare la parallela via Pascoli da via Torino, invece, chiarisce ancora Alberti, “Significa innanzitutto attendere il “verde” del semaforo e poi imboccare via Monti in un percorso un pochino più tortuoso che rallenta naturalmente la marcia dei veicoli”.

Il perché della decisione

Via Leopardi è  una via poco ampia e a doppio senso di circolazione, dice Alberti, che si snoda a fianco dell’asilo nido e delle scuole materna ed elementare: “Il desiderio e l’intenzione dell’Amministrazione sono perciò garantire la sicurezza dei residenti e dei piccoli su una strada che troppo spesso gli automobilisti percorrono ad alta velocità”.

Il vero problema

Tutte queste difficoltà, precisa ancora il presidente del Comitato della frazione, derivano dal casello di Beinasco. Dopo la sua costruzione dieci anni fa e l’introduzione del relativo pedaggio all’intersezione tra l’autostrada Torino-Pinerolo e la tangenziale sud, il traffico è aumentato a dismisura nella frazione,  utilizzata dagli automobilisti come scorciatoia non a pagamento verso la destinazione prescelta.

La difficile vita del semaforo

Installato più di trent’anni fa nello stesso punto dove è ora, all’incrocio fra le vie Torino e Pascoli, il semaforo fu soppresso nel 2008, quando si pensò che la riduzione della carreggiata di via Torino in seguito alla costruzione del supermercato Esselunga sarebbe stata sufficiente a ridurre la velocità e l’afflusso dei veicoli. Installato nuovamente nel 2015 su giusta richiesta dei residenti, il semaforo ha subito diversi rimaneggiamenti, fino ad arrivare all’attuale impostazione che prevede una fotocellula posizionata in modo da “avvistare” i veicoli che si avvicinano a via Torino da via Pascoli e un pulsante di chiamata del “verde” per i pedoni che possono così attraversare via Torino con tutta calma.

Il cartello dimenticato

A molti, dice ancora Alberti, questo divieto di svolta in via Leopardi da via Torino sembra una novità. Invece un cartello di segnale di obbligo di direzione  dritta esisteva già dieci mesi fa su via Torino poco prima dell’incrocio a destra con via Leopardi.

Il sogno nel cassetto

Con via Leopardi non più trasformabile in una pista dove correre e via Pascoli da sempre un tragitto più tortuoso per arrivare sulla SP 175, si spera quindi che diventi “Preferibile per i non residenti optare per la circonvallazione esterna, che è veloce e ampia, in modo da lasciare all’interno della frazione solo il traffico dei residenti, e dei clienti e dei fornitori delle attività commerciali”.