A Rivalta la doppia vita di via Di Vittorio In bilico fra pubblico e privato il tratto non asfaltato di via Di Vittorio crea problemi ai residenti

RIVALTA – Una via lunga più di 50 anni. Risale infatti agli Anni Sessanta il “problema” lamentato da chi abita  nel tratto non asfaltato di via Di Vittorio. “Costruimmo le nostre case con tanti sacrifici, noi di tre famiglie alle quali negli anni se ne sono aggiunte altre, per un totale di  circa venti persone – spiega Gian Franco Bonino che dal civico 105 della via si è fatto promotore della protesta – Agli inizi ci eravamo accollati noi la manutenzione del tratto non asfaltato, che dopo il civico 79 prosegue per circa 250 metri fino alle nostre abitazioni. Poi, con i successivi insediamenti i passaggi di auto sono aumentati, circa un centinaio al giorno, a cui si aggiungono anche quelli dei camion dei rifiuti e dei mezzi dei cantieri delle case in costruzione, così che i nostri tentativi di sistemazione non bastano più ed è ormai diventato impossibile transitare per le profonde buche che rendono disagevole la circolazione”. Perciò lo scorso giugno, dopo precedenti e infruttuosi colloqui con l’Amministrazione comunale, Bonino decise di inviare una mail al Comune per chiedere ufficialmente aiuto, anche solo con la posa di macerie e di scarti di ristrutturazioni. La risposta fu però negativa perché a parere dell’Assessorato ai Lavori Pubblici la via in questione è privata e perciò non può essere oggetto di interventi finanziati dall’Amministrazione comunale con denaro pubblico. Ed è qui, dice Bonino, che l’Amministrazione sbaglia perché “Via Di Vittorio, ex via XX Settembre ex strada dei Bussetti è sempre stata considerata vicinale, come risulta dagli atti d’acquisto dei terreni del 2 marzo 1963, e in quanto vicinale è assimilata alle strade comunali, così come risulta dal Decreto Legislativo 285/1992”. Senza tener conto del fatto che, continua imperterrito Bonino, la sentenza di Cassazione n° 8950/1990 definisce pubblica una strada qualora la sua pubblicità possa essere desunta da indici quali a esempio l’uso costante nel tempo, la sua ubicazione all’interno di luoghi abitati e la presenza di numerazione civica. Ancora, rincara l’agguerrito cittadino, un’altra sentenza di cassazione, la n° 3387/1979, stabilisce che in una strada vicinale priva di manutenzione il Comune deve tempestivamente provvedere perché risponde nei confronti di terzi per i danni eventualmente provocati dalla cattiva manutenzione. Tutto ciò detto, sembra giusto e d’obbligo a Bonino che l’Amministrazione comunale provveda alla manutenzione del tratto incriminato e al ripristino dei necessari cartelli segnaletici, anche perché “Nel Programma di Rivalta Sostenibile presentato ai cittadini e di attuazione 2012/2017 la futura amministrazione si impegnava a definire una regolamentazione per la manutenzione e l’illuminazione delle strade private e ad acquisire nel patrimonio comunale le strade che oggi sono denominate private a uso pubblico, occupandosi della loro manutenzione e messa in sicurezza” . Della natura privata del tratto non asfaltato di via Di Vittorio è invece sicuro l’Assessore ai Lavori Pubblici Roberto Fantoni che per tale certezza si rifà al Catasto: “Inoltre, una strada privata può essere considerata a uso pubblico solo quando collega due strade pubbliche. Non è questo quindi il caso, perché via Di Vittorio parte da viale Cadore che è strada pubblica ma termina nei prati”. Perciò nessun lavoro da parte dell’Amministrazione comunale per il tratto non asfaltato della via, anche perché, spiega ancora Fantoni, “Non è possibile impiegare denaro pubblico per uno scopo privato”.