A Rivalta troppi dossi, la Croce Bianca chiede aiuto

RIVALTA – Via Carignano ne possiede 4, via Nenni 2 e via Piossasco 8, ma è via Alfieri a detenere il primato con 10, alcuni vecchi e altri di recentissima installazione. Sono i dossi che circondano la sede della Croce Bianca di via Toti 4 in frazione Gerbole e che  creano problemi a pazienti, equipaggi e mezzi. “Scegliere via Alfieri quale percorso preferenziale per raggiungere il centro paese attraverso via Giaveno e di qui gli ospedali era fino a qualche giorno fa quasi un obbligo – raccontano  dalle sede di via Toti – Perché le vie Carignano nei due sensi e Nenni sono da sempre un incubo di dossi a ripetizione”. Infatti, spiega il direttivo della Pubblica Assistenza rivaltese, in un intervento di soccorso i tempi sono strettissimi, soprattutto quando si tratta di un codice “alto” per il quale i primi minuti sono fondamentali al fine di salvare una vita: “Dover percorrere una via viaggiando a 15 chilometri l’ora per salvaguardare soccorritori e pazienti a bordo e non danneggiare i delicati strumenti comporta una tempistica di intervento inaccettabile per  trasportare un’urgenza o arrivare dove necessario per soccorrere”. Adesso, con le recentissime aggiunte di dossi sulle vie Medici e Alfieri, per gli autisti  è diventato ancora più difficile e quasi impossibile conciliare l’attenzione necessaria a evitare danni a mezzo di soccorso e trasportati con la necessità di arrivare in tempi brevi e l’esigenza di permettere al personale all’interno dell’ambulanza di prestare le prime necessarie cure. Il problema, confermano ancora da via Toti, si è aggravato nell’ultima settimana ma esiste da sempre su tutto il territorio rivaltese e finora “Non sembra essere servito far notare le difficoltà in cui ci imbattiamo percorrendo a esempio via Einaudi all’altezza  Marconi, via Einaudi, via Piossasco all’incrocio con via Roma e la stessa via Balma. E se nel centro esistono vie alternative su cui ripiegare non ne esistono dove è la nostra sede e dove dovremmo essere agevolati”. Perciò, aggiungono i referenti della Croce Bianca, se si comprende l’esigenza di tutelare la sicurezza dei cittadini imponendo limiti alla velocità delle automobili, sarebbe però necessario trovare una soluzione diversa e condivisa, anche perché “Il Decreto Legislativo del 16 dicembre 1992 n. 495 che regolamenta l’esecuzione e l’attuazione del nuovo codice della strada, all’articolo 179  prescrive che “I dossi artificiali possono essere posti in opera solo su strade residenziali, nei parchi pubblici e privati, nei residences, ecc.; possono essere installati in serie e devono essere presegnalati. Ne è vietato l’impiego sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento”. Non del tutto d’accordo è il Comandante della Polizia Locale Giulio Facchini per il quale la situazione lamentata dalla Croce Bianca non dovrebbe rientrare nell’articolo 179 del D. Lgs. 495 che riprende l’articolo 42 del Codice della Strada: “D’altro canto abbiamo ricevuto molte lamentele per la velocità con cui le auto percorrevano via Medici e via Alfieri. Comprendiamo però le esigenze della nostra Croce Bianca e stiamo valutando l’opportunità di ridurre il numero dei dossi”. Così, mentre continua a correre ma non troppo sulle vie per soccorrere e salvare, con un occhio attento ai mezzi che per i troppi sobbalzi sui dossi stanno mostrando problemi a pedane e componenti elettroniche, la Croce Bianca attende soluzioni che ha anche richiesto al Sindaco Mauro Marinari con una lettera protocollata il 6 ottobre scorso.