A Rivalta un cittadino chiede giustizia al Sindaco

RIVALTA – Non per vendetta o ripicca, ma per giustizia. Per comprendere perché Ugo Merlo sia comparso stamattina di fronte al palazzo comunale, accompagnato dalla moglie e con cane a seguito, inalberando un cartellone di protesta contro il comportamento definito illegittimo dell’Amministrazione del territorio, è necessario tornare indietro al 24 maggio 2012, quando il cittadino rivaltese iniziò da privato la rimozione dei manufatti in amianto dalla parte posteriore del tetto della propria abitazione nel rispetto, come spiega Merlo, “Della normativa vigente in materia di tutela ambientale e delle norme comunali, dopo aver inoltrato all’Asl di competenza e al Comune la domanda di permesso. Subito dopo, però, nonostante il nulla osta dato dai tecnici dell’Asl arrivati per un controllo e la verifica dei permessi da parte della locale polizia, i lavori furono bloccati da un’ordinanza verbale del Sindaco”.

Oggi Merlo racconta tutto questo ai cittadini che passano e si fermano, chiedono e si informano, si indignano o si perdono fra date e ordinanze, corsi e ricorsi di una vicenda che Merlo non considera finita e che dal giorno dell’ordinanza verbale del Sindaco si è trascinata fra una paventata multa di 2500 euro e un’ordinanza dell’Ufficio Tecnico che annullava il permesso di rimuovere l’amianto e di sostituirlo con pannelli di lamiera, fra la sospensione a settembre 2012 da parte del Tribunale Amministrativo Regionale dell’ordinanza comunale e la ripresa dei lavori sempre sotto l’occhio vigile della polizia locale che effettuava diversi controlli  nelle 24 ore. Ad ascoltare il cittadino si ferma anche Roberto Fantoni, a quel tempo non ancora Assessore ai Lavori Pubblici, al quale Merlo fa notare come “L’articolo comparso sull’ultimo numero del giornale comunale Rivalta Informa sembra quasi una presa in giro, visto che io, per essermi voluto comportare come un cittadino onesto e responsabile, ora a molti erroneamente appaio un delinquente che ha messo in pericolo la salute pubblica”.

Dopo una denuncia inoltrata dai residenti della via in cui abita Merlo alla Procura della Repubblica nel settembre 2012 e i controlli effettuati dai Nas del Pm Raffaele Guariniello ai lavori effettuati sul tetto, racconta ancora il cittadino a chi si ferma a leggere il cartello e a chiedere spiegazioni, si arrivò così al 22 maggio 2013, quando “Considerando illegittima l’ordinanza del sindaco, il Tar la annullò in seconda udienza, confermando che potevo effettuare personalmente i lavori seguendo le prescrizioni di legge”. La vicenda poteva considerarsi conclusa, quindi, ma Merlo decise di non accontentarsi e il 9 luglio dello stesso anno, con zoccoli, cibarie e cane appresso, “occupò” pacificamente il palazzo comunale alla ricerca di scuse per tanto accanimento nei propri confronti, scuse che il Sindaco Mauro Marinari non concesse, né allora né tre mesi dopo quando il combattivo cittadino – questa volta provvisto di fornellino, generi di conforto, cartello esplicativo e scala – salì in cima alla pensilina che copre l’ingresso del municipio di via Balma.

Intanto le ore passano, i rivaltesi vanno e tornano su via Balma e Merlo ripete a ognuno di loro la propria vicenda per la quale il 9 maggio 2014  la Sezione dei Giudici per le indagini preliminari del tribunale del capoluogo, dopo aver udito le due parti, condivise il parere favorevole precedentemente espresso dal Pubblico Ministero sull’archiviazione dell’esposto che Merlo, considerando eccessivo l’uso di mezzi e risorse pubbliche fatto dal sindaco rivaltese  e sentendosi perseguitato e danneggiato, aveva presentato contro Mauro Marinari. Ora, a distanza si più di due anni, ciò che Ugo Merlo chiede in piedi davanti al palazzo comunale è che “Un qualche Organo Responsabile intervenga e indaghi sul comportamento procedurale illegittimo della nostra Amministrazione comunale”. E nel frattempo, mentre la famiglia Merlo attende l’ennesima udienza sulla richiesta di risarcimento per danni morali e materiali inoltrata lo scorso anno – una casa allagata a causa dello stop imposto ai lavori e una sindrome ansioso-depressiva – prende sempre più piede l’idea di andar via da Rivalta: “Dopo 50 anni restare è impossibile perché, pur essendo nel giusto a parere dell’Asl che è l’autorità competente in materia, per i rivaltesi resto un delinquente, da trattare con insulti, dispetti e minacce”.

Sulla vicenda di Ugo Merlo si pronuncia Paolo Picciau dei Moderati che considera come “Il tribunale dopo anni abbia finito per dare ragione a Ugo Merlo, perciò le scuse dell’Amministrazione comunale sono come minimo dovute. Invece mi pare di vedere un po’ di superbia in Sindaco e Amministrazione”.  Di parere simile è Rossano Gianoglio del PD, per il quale “Merlo è un po’ vittima di una azione portata avanti dall’Amministrazione comunale nell’interesse pubblico ma che ha causato danni quantificabili e tangibili alla casa, per i quali Merlo ha chiesto un risarcimento che gli è dovuto. Diciamo che da un lato c’è forse stato un eccesso di zelo da parte del Sindaco  appena eletto e dall’altro un reclamo legittimo da parte di un cittadino che chiede giustamente di essere risarcito”. Laconico è invece il commento del Sindaco Mauro Marinari che parla di “Una storia vecchia mentre Merlo continua su una vicenda ormai chiusa, nella quale ciò che doveva essere fatto è stato compiuto e per la quale è arrivata l’archiviazione. Non credo perciò che ci sia altro da aggiungere”. Ma Ugo Merlo non ci sta e promette altre sorprese, “Per ottenere finalmente una giustizia che al momento è solo sulla carta”.