A Rivalta, un nuovo futuro per il Centro Giovani di Tetti Francesi

RIVALTA. Un pomeriggio per disegnare insieme il futuro del Centro Giovani di frazione Tetti Francesi. Si svolgerà oggi, lunedì 7 marzo, alle 17.30 l’incontro fra Amministrazione comunale e i giovani fruitori del centro di via Fossano, la scorsa settimana teatro di atti vandalici. Mentre il Sindaco Mauro Marinari pensa di trasformare il singolo appuntamento di oggi in una serie di incontri periodici con i ragazzi perché si sentano non controllati ma coinvolti e partecipi, c’è anche chi pensa, come il consigliere Michele Colaci, che la chiusura del centro fino a data da definirsi sia in realtà una punizione comminata ai fruitori del servizio al posto del promesso dialogo costruttivo. “A mio giudizio il cambio di cooperativa non è  stato gestito in maniera da non turbare i ragazzi, ai quali era stato promesso nello scorso Consiglio comunale l’apertura di un dialogo diretto – dice Colaci – Anche in passato si decise di chiudere provvisoriamente il Centro Giovani, per far capire agli utenti che queste strutture venivano finanziate con le tasse corrisposte dai genitori, ma ciononostante gli operatori continuarono a svolgere la loro attività educativa all’esterno della struttura. Mi sembra quindi grave che l’Amministrazione abbia deciso di reprimere piuttosto che educare, soprattutto perché da una verifica esterna sembra che i danni non siano così gravi da rendere inagibile la struttura”. Di diverso avviso è l’assessore Marilena Lavagno che parla di mancato rispetto di un bene pubblico, atto per il quale dopo i rilievi del caso si procederà di conseguenza, fermo restando la necessità e la volontà di “Parlare con i ragazzi e individuare un percorso comune, sempre nel rispetto della legalità e delle regole”. Un tavolo e i soffitti vandalizzi, spiega infatti l’assessore, non possono e non devono essere il naturale seguito al richiamo a mantenere basso il volume della musica per non disturbare chi era occupato in altra attività: “Ora, accanto alle riparazioni rese necessarie, penseremo a sostituire o a riparare le porte rotte e a fornire quelle mancanti, per dare maggior decoro agli spazi e a incentivare così il rispetto”. Anche Lavagno, come il sindaco, si augura che dall’incontro di oggi possano nascere nuove modalità di fruizione condivise da amministratori, cittadini e giovani utilizzatori, sempre nel rispetto delle regole e nell’ottica del “chi rompe paga”: “Perché è sufficiente osservare le condizioni in cui versa il Centro per capire come è stato fruito negli anni”. A parlare della necessità di dialogo costruttivo è don Paolo Alesso, parroco della frazione: “I ragazzi autori del fatto hanno agito contro la nuova Cooperativa per mettere subito in chiaro chi comanda. Lo stesso accadde nel nostro Oratorio, quando a un richiamo al rispetto delle regole seguì subito una disgustosa ritorsione in cucina, dove trovammo feci nel lavandino”. Don Paolo, che ben conosce gli animatori della Terremondo, è sicuro che la nuova cooperativa non intraprenderà la strada della “vendetta” e della repressione ma del dialogo e del confronto, per andare avanti insieme.