A Rivalta una carica di tate offresi

tate offresi 6

RIVALTA – Sono 29, giovanissime o con qualche anno in più sulle spalle, in cerca di occupazione o desiderose di ampliare spazi, competenze e panorama lavorativo. Hanno però tutte un grande amore per i bambini che le ha portate a frequentare un corso di 40 ore, suddiviso fra la teoria e i tirocini presso asili nido e scuole materne, così da poter diventare tate a tutti gli effetti. Stamattina erano nella sala conferenze della biblioteca Silvio Grimaldi di piazza Martiri, per ritirare l’attestato finale e compilare i moduli che, con ben precisata disponibilità di giorni e orario, le proietterà verso le famiglie in cerca di bambinaie competenti e formate, bambinaie che, ha detto l’assessore e vice sindaco Rita Vittori, rappresentano un supporto  istituzionalmente garantito per le famiglie.

In attesa del proprio turno per ritirare moduli e certificazione c’erano Daniela, 41enne impiegata amministrativa arrivata al corso per passione, Annamaria, 42 anni, tre figli e un grande desiderio di ampliare l’esperienza lavorativa, Carmelinda, due anni per arrivare ai 40 e l’aspirazione ad aumentare il bagaglio di competenze, e la 23enne Jessica che ha cercato nelle 40 ore una maggiore preparazione per un lavoro che ha già svolto. Accanto a loro era Roberta, china sui moduli, e poco più in là le 23enni Silvia ed Elena che hanno aderito all’evento di formazione per restare in linea con il corso  di studi. Mentre la fila di coloro che consegnavano i moduli e chiedevano informazioni si allungava sempre più, al tavolo il gruppetto formato da Vittoria, Arianna e Giorgia si consultava a bassa voce sulla compilazione degli stampati. Per loro e per Chantal, Antonietta, Ilaria, Alice, Marisa, Federica, Eleonora, Silvia, Paola, Charlotte, Manuela, Valeria, Daniela, Paola, Linda, Cristina, Paola, Nadia e Daniela erano presenti Francesca e Luca della Cooperativa Orso che si occupano dello sportello d’ascolto comunale e che hanno fornito e forniranno informazioni pratiche sulle modalità del lavoro e sui possibili contratti. Dopo la compilazione delle carte e la consegna degli attestati, partirà l’ultimo atto del progetto, reso possibile dal Sostegno alla genitorialità della Regione Piemonte con un finanziamento di 4400 euro, a cui si sono aggiunti gli 800 euro della Casa della Cicogna di Torino e i 2mila di cofinanziamento  dell’amministrazione comunale che ha anche messo a disposizione la competenza e la professionalità del personale dell’ufficio politiche sociali. Dalla prossima settimana, infatti, i moduli con il nome e le disponibilità di ciascuna tata saranno consultabili sul sito del Comune e allo sportello d’ascolto perché le famiglie interessate possano trovarvi una figura competente, dolce e premurosa che si prenda cura dei piccoli di casa. “Sono molto contenta perché questo progetto rappresenta un mattone in più di supporto alla genitorialità – ha aggiunto Vittori – Un altro passo importante è l’individuazione fra le bambinaie presenti di dodici di loro disposte a rapportarsi con l’amministrazione comunale per la creazione di progetti rivolti a servizi più flessibili sul territorio, come gli spazi gioco e il baby parking”.