A Sant’Antonino la mensa scolastica è a chilometri zero Negli ultimi tre anni le tariffe non sono aumentate

sant'antonino municipio 2

S.ANTONINO – Ancora più varietà di cibi, più qualità, un’offerta più ampia ed ora anche a chilometri zero. E poi, un progetto di educazione alimentare più articolato che faccia comprendere ai bambini l’importanza di mangiare sano. Sono le novità più significative del nuovo capitolato d’appalto per la gestione della mensa scolastica di Sant’Antonino, affidato nuovamente alla Camst (che lo ha gestito negli ultimi tre anni) e operativo per i prossimi tre anni scolastici, che fa compiere un passo avanti notevole al percorso iniziato circa quarant’anni fa con l’introduzione della mensa fresca, biologica, cucinata in loco e con un’attenzione particolare alla riduzione degli imballaggi e dei rifiuti. “Il capitolato era già innovativo quattro anni fa, perché l’amministrazione comunale aveva scelto di non usare più stoviglie di plastica e solo prodotti biologici. Da quest’anno oltre al biologico sono stati aggiunti prodotti a chilometri zero“, spiega il sindaco Susanna Preacco.  I menù sono articolati non più su quattro ma su otto settimane, per permettere una più ampia offerta. Il nuovo capitolato impone la fornitura di prodotti di filiera interamente piemontese, cioè dalla materia prima al prodotto finito realizzato in Piemonte quali burro, carni di vitello, carni avicole di pollo e tacchino, mentre devono essere di filiera interamente italiana: olio extravergine di oliva, formaggi freschi e di media stagionatura, pomodori pelati/polpa di pomodoro, succhi di frutta, aceto di mele. Tutte le derrate alimentari destinate alla preparazione di pasti devono essere a chilometri zero provenienti cioè dai più vicini centri di produzione. Il sindaco fa infine osservare che, tranne gli adeguamenti Istat, negli ultimi tre anni le tariffe non sono aumentate anzi: quella per la fascia oltre i 40 mila euro di Isee è diminuita passando da 7,16 euro a 6,70 euro a pasto.