A Sant’Antonino un giro di vite sulle slot machine Preacco: "Siamo convinti che sia un fenomeno estremamente preoccupante"

sant'antonino 1

S.ANTONINO – E’ Sant’Antonino il primo comune in Val Susa ad aver adottato l’ordinanza a seguito della Legge Regionale n. 9 del 5 maggio 2016. Cosa dice la legge? Impone ai comuni, entro il 20 agosto, di dare degli orari più restrittivi per il gioco con le slot machine. La legge dice infatti che per almeno tre ore al giorno i giochi debbano essere fermati. In realtà molti Comunie l’ASL TO3 hanno fatto rete e tendenzialmente concordato di lasciare l’utilizzo dalle 14,00 alle 18,00 e dalle 20,00 alle 24,00. Questo vale per tutti i gestori di apparecchi da gioco; chi invece ha degli apparecchi che si trovano entro 300 metri dai luoghi cosiddetti “sensibili”, cioè scuole, chiese, presidi sanitari, stazioni, bancomat, oltre alla riduzione d’orario avranno 18 mesi di tempo per dismettere gli apparecchi. La dipendenza colpisce in particolar modo le fasce più deboli, il 50% dei disoccupati, 1 giocatore di videogiochi su 3, circa il 17% dei giovani, il 25% di casalinghe. Dati ufficiali dicono che più dell’85% dei giocatori ha una perdita media di €. 40,00 al giorno, con un costo per lo Stato per le cure di alcuni miliardi di euro. Il sindaco Susanna Preacco afferma che: “Il Comune di Sant’Antonino ha scelto di aderire immediatamente alla legge regionale perchè siamo convinti che sia un fenomeno estremamente preoccupante e che si sta estendendo sempre di più. A chi mi dice che non basta, rispondo che certamente questo è vero, ma bisogna pur cominciare da qualche parte. Piccoli passi ma importanti“. Adesso sarà fondamentale che tutti i Comuni efettuino l’ordinanza nei tempi stabiliti, in modo che i giocatori si trovino un fronte compatto presso ovunque.