A Susa il Coro Primavera fa rivivere la Grande Guerra nei suoi eroi italiani del Sud

coro primavera

di GIANCARLO SIBILLE

SUSA – Dopo aver celebrato lo scorso anno il centenario dell’ingresso dell’Italia nella prima guerra mondiale, il coro Primavera, con il patrocinio del Comune, il 27 maggio nella cattedrale di Susa ha presentato un’altra pagina di storia. Obbedendo a uno scrupolo che lo sollecita a ricerche più approfondite, si è addentrato nel meridione della nostra penisola e ha scoperto un albo quasi sepolto nella cronaca italiana: quella che documenta l’apporto del sud ad Asiago, a Gorizia, sul Carso e al Monte Nero. Nella rievocazione melodica del Coro con allestimenti multimediali e narrazioni, le dolorose partecipazioni alle belliche vicende sono state sottolineate da un prezioso documento umano, artistico, napoletano, quello del celebre cantore della Leggenda del Piave, E.A. Mario. L’autore non ha disobbedito alle proprie ispirazioni poetiche e musicali e ha cantato l’anima dei nostri soldati, del sud come del nord, nei vari risvolti di cui non è avara la vita. Il concerto del coro Primavera ha aperto il ventaglio dei canti dell’epico compositore campano e sollecitato debita ammirazione e riconoscenza per coloro che hanno fatto la Patria. I brani musicali che il Coro ha tramutato in un bouquet nella 37^ Maggiolata – con l’appassionata collaborazione dell’avvocato partenopeo Guido Belmonte e della compagnia teatrale “Napoli c’è” di Bussoleno – e soprattutto il ricordo dei caduti e delle onorificenze a loro concesse, in particolare l’inno dedicato ai granatieri di Sardegna in occasione del centenario della strenua difesa del Monte Cengio (dove si distinse il sottotenente 2° granatieri Teodoro Capocci da Lioni ‘Avellino’, medaglia d’oro al valor militare alla memoria), hanno entusiasmato e commosso il folto pubblico presente. A nome di tutte le associazioni d’arma della città intervenute con il proprio vessillo, degna corona al tema della serata, il capo nucleo dei granatieri valsusini Giancarlo Sibille ha fatto omaggio di una medaglia commemorativa al maestro direttore Waldemaro Mori, per aver profuso la sua arte con generoso spirito di servizio.