A Susa Pietrini è sinonimo di golosità e pasticceria Una storia artigianale dell'arte bianca cominiciata nel 1958

pietrini susa

SUSA – Facendo una passeggita per Susa, a guardare le insegne dei negozi c’è da trarre la conclusione che le attivià “storiche” sono rimaste poche. Nel centro storico, poi, ancora meno. Un segnale dei tempi, delle generazioni che passano e non lasciano il segno. In questo panorama c’è chi ha voluto continuare l’attività dei padri, dei nonni, e mantenere il “mestiere”. Ecco Pietrini, la pasticceria. Per parlare della loro storia bisogna scorrere a ritroso le pagine della storia locale e tornare alla Susa del boom economico. Parlo degli anni d’oro della produzione industriale, con l’Assa, l’Imp e la Manifattura e che sformavano prodotti e occupavano centinaia e centinai di salariati. Gli anni dell’immigrazione dal sud, dalla Calabria ed dalla Sardegna, qualche veneto. Tre caserme d’artiglieria alpina, con i najoni che in libera uscita vivacizzavano i locali e sopratutto i francesi, tanti e con tanto argent. Fu nel 1958 che il giovane Eugenio, il primo dei Pietrini pasticceri, rilevò con la moglie Ida la pasticceria in piazza de’ Bartolomei, in cui prima aveva prodotto Ugetti poi passato a Bardonecchia. Anni di lavoro nell’arte bianca, farina, burro, uova, cioccolata e…olio di gomito. Così si arriva al 1981 quando Aldo, figlio di Eugenio e Ida, continua il lavoro con la moglie Gabriella. Cambiano il pubblico e i gusti e l’offerta spazia dai pasticcini mignon freschi e secchi alle torte e ai plumcake, dalla pralineria e confetteria ai panettoni. Un capitolo a parte potrebbe riguarde le uova di pasqua dipinte a mano con panorami e scorci di Susa e dalla valle; capolavori artistici e culinari. Poi ecco le paste di Meliga, le Lose Golose e al Pan della Marchesa, diventati negli anni dolci tipici locali. Negli anni Novanta cambiano ancora i gusti e la vendita così i Pietrini decidono di ampliare l’attività e formano con altri sei produttori della valle l’Associazione “Susa Galupa”, a tutela e della promozione del patrimonio enogastronomico. E siamo ad oggi con una nuova generazione i figli di Aldo e Gabriella: Marco e Matteo. I locali sono stati completanemte ristrutturati con il gusto e la classe che ha sempre contraddistinto l’attività. Nel bancone in legno c’è una scritta intarsiata, “Pietrini 1958“, cinquant’otto anni di golosità.