A Vaie musica e buon cibo per presentare il progetto MAD La serata, svoltasi nella biblioteca comunale, ha richiamato l’attenzione di molti cittadini

I ragazzi intervenuti durante la serataI ragazzi intervenuti durante la serata

VAIE – Buona musica, prodotti tipici e una buona cornice di pubblico: questi gli ingredienti principali che hanno contornato la serata di presentazione del progetto MAD nella biblioteca comunale “Ada Gobetti” di Vaie.
Oltre ad alcuni esponenti dell’amministrazione comunale, all’evento erano presenti anche alcuni referenti del progetto, accompagnati da circa una decina di immigrati richiedenti asilo e la band degli Electric Lemon, all’interno della quale suona anche l’ex sindaco vaiese Lionello Gioberto che ha voluto inaugurare la serata con una piccola dichiarazione: “Sono molto felice di vedere certe manifestazioni nel Paese – ha detto Gioberto – soprattutto in quello che io continuo a reputare il Paese del mio cuore. 
Alle parole dell’ex primo cittadino, ha fatto seguito l’esecuzione di due brani della rock band, prima di lasciare spazio al saluto del vice sindaco Elisabetta Serra: “A nome dell’Amministrazione Comunale, ringrazio tutti coloro che sono intervenuti, in particolar modo i ragazzi, la cui presenza mi rende particolarmente contenta.
Prima di concludere, vorrei anche rivolgere un mio personale ringraziamento a Lionello Gioberto che, ai tempi della sua legislatura qui a Vaie aveva partecipato, tra i primi Paesi della Valsusa, al progetto SPRAR”.

Dopo di che, la parola è passata ai referenti del progetto MAD; prima con Francesco Calabrò (della cooperativa Orso) il quale ha voluto ringraziare le colleghe della cooperativa Frassati e, ancora una volta, l’ex sindaco vaiese Gioberto, in ragione del fatto che l’accoglienza in Val di Susa, partì proprio da Vaie durante il suo mandato.
Alle parole di Calabrò, hanno fatto seguito quelle di Michele Comba, referente della Diaconia Valdese, il quale ha brevemente illustrato i contenuti salienti di questo importante progetto: “Questi ragazzi, fanno appunto parte di un progetto di accoglienza diffusa.
Una volta giunti nel nostro Paese, essi fanno una richiesta di asilo e, secondo la Convenzione di Ginevra, loro hanno diritto a essere ospitati nel Paese all’interno del quale fanno richiesta fino a che questa non venga espletata.
Il ruolo delle cooperative in questo lasso di tempo va a coprire quattro differenti ambiti: quello abitativo, quello dell’inserimento scolastico, quello di accompagnamento sanitario e, infine, l’accompagnamento legale.
Questo progetto ha preso il nome di Micro Accoglienza Diffusa proprio perchè è prevista la dislocazione di questi ragazzi in appartamenti in tutta la Valsusa.
Il nostro territorio, infatti, è stato il primo a stabilire un accordo con la Prefettura che regolasse questa collocazione, così da evitare sovraffollamenti che si rivelerebbero problematici e di difficile gestione”.
“Il progetto – 
ha proseguito Comba – è finanziato da quei famosi 35 euro al giorno che, a dispetto di quanto detto dalle male lingue, non vengono assegnati al diretto interessato, bensì alla cooperativa responsabile, la quale utilizza questi soldi per sostenere tutte le spese inerenti le bollette, gli affitti e le quote per i generi alimentari.
Ciò che effettivamente viene dato in mano ai ragazzi, è la cifra di 2,50 euro al giorno: cifra che può essere spesa in modo autonomo dai destinatari, ma che per la maggior parte viene spesa sul territorio, tra generi alimentari e abbonamenti di trasporto.
Infatti, un’altra peculiarità del nostro progetto, è quella di rivolgerci non alla grande distribuzione, bensì a dei fornitori locali, così da poter fornire loro un ritorno economico rispetto all’impegno sociale che tutta la Valsusa ha profuso nell’accoglienza di questi ragazzi”.

A concludere il momento esplicativo della serata, è intervenuto il sindaco Enzo Merini, che si è soffermato su quanti fossero attualmente i profughi a Vaie: “Attualmente sono 8, ma 2 solo temporaneamente in quanto hanno avuto dei problemi con la collocazione a Mattie. Avendo a disposizione un alloggio, abbiamo deciso di accoglierli fino a che non sarà trovata loro una sistemazione”.

Per favorire la loro integrazione – ha concluso Merini – a breve partirà anche un progetto sportivo, in collaborazione tra Vaie e Sant’Antonino che metterà insieme i ragazzi ospitati dai due Paesi e che sarà anche aperto a tutti i ragazzi locali che vi vorranno partecipare”.

Il primo cittadino vaiese ha poi ringraziato tutti coloro i quali sono intervenuti alla serata prima di lasciare spazio alle canzoni degli Electric Lemon e ad una deliziosa apericena, formata da nostri prodotti tipici e da piatti preparati dai ragazzi del MAD, provenienti proprio dalla cultura culinaria dei loro Paesi d’origine.

La band degli Electric Lemon

La band degli Electric Lemon

Michele Comba, della Diaconia Valdese

Michele Comba, della Diaconia Valdese

I ragazzi del progetto MAD

I ragazzi del progetto MAD

Il vice sindaco Elisabetta Serra

Il vice sindaco Elisabetta Serra