A Villar Dora sono arrivati quattro migranti dall’Africa "Una esperienza umana che rappresenta una crescita"

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VILLAR DORA – Da venerdi 17 giugno, il comune di Villar Dora accoglie 4 profughi,all’ interno della convenzione stipulata da 20 comuni valsusini con la Prefettura di Torino nell’ ambito del progetto di micro-accoglienza  voluta dai vari organismi interessati al fine di regolamentare ed ottimizzare l’ accoglienza di persone richiedenti asilo. Alla luce di questa convenzione, i comuni si troveranno periodicamente per tavoli di lavoro atti a studiare strategie ai fini di affrontare in modo concreto l’emergenza. Dicono dall’amministrazione: “Villar Dora, insieme ad altri diciannove comuni della bassa Valsusa, con capofila Avigliana, ha accolto presso un’abitazione privata: Ture, Gangio, Lamin e Sorogo, quattro ragazzi di 25 e 26 anni in  arrivo dal Senegal, Burkina Fasu e Costa d’Avorio. La gestione logistica verrà gestita dalla Cooperativa Talità mentre le cooperative Diaconia Valdese, Amico, Frassati, coordinate dalla cooperativa Orso, si preoccuperanno della gestione all’interno degli altri comuni aderenti  mediante referenti territoriali. Quest’ultimi hanno creduto a questo progetto sia ai fini di creare una rete di accoglienza ordinata e coordinata nei confronti di persone in stato di richiesta di asilo, sia per evitare improvvise criticità con arrivi incontrollati o numericamente inaccettabili. Il  sostentamento economico dei profughi ed il  soddisfacimento delle relative utenze, canone  d’affitto,vitto e piccole spese personali saranno assolte a cura del Ministero degli Interni che, tramite la Prefettura di Torino, distribuirà; al comune capofila di Avigliana i contributi necessari“.  Al Comune di Villar Dora spetteranno esclusivamente interventi burocratici legati alla formalizzazione della residenza e di informazione e sensibilizzazione alla cittadinanza  circa la loro presenza sul territorio. Dicono dal comune: “L’augurio che  questa esperienza umana possa rappresentare una crescita ed un arricchimento per il territorio e non un disagio per la popolazione e per gli stessi rifugiati che si spera possano trovare nel nostro ambito sensibilità e coscienza civica di accoglienza, in attesa di soluzioni definitive per il futuro“.

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