Abbasso i T-Red, viva le rotonde L’associazione Rivalta Nuova chiede a gran voce la messa in pensione dei dispositivi di rilevazione negli incroci

RIVALTA – Occhieggiano severi e scuri dall’alto della loro postazione, pronti a immortalare gli automobilisti trasgressori. Sono i T-Red, dispositivi muniti di due telecamere – una per il controllo del colore del semaforo e una a infrarossi per la lettura della targa del veicolo – utilizzati nei pressi di incroci per rilevare e multare chi passa con il semaforo rosso. A Rivalta un T-Red è posizionato all’intersezione delle vie Piossasco, Giaveno e Nenni, l’altro fra le vie Einaudi, Regina Margherita e Grugliasco. Furono installati fra l’agosto e il settembre 2014 e già nel novembre dello stesso anno l’associazione Rivalta Nuova, in una lettera indirizzata all’Amministrazione, ne chiese la rimozione e la sostituzione con altrettante rotonde. “I due impianti di rilevazione delle infrazioni individuano le violazioni commesse esclusivamente dalle automobili che percorrono via Einaudi e via Giaveno, mentre per gli automezzi che transitano incrociando tali vie non è stato previsto alcun controllo – spiegò allora il direttivo dell’associazione nella missiva –  Inoltre il costo finora sostenuto dall’Amministrazione per i due incroci, fra manutenzione straordinaria, affitto, acquisto software e gestioni aggiuntive, ammonta ad un totale pari a circa 186mila euro”. Ancora, secondo l’Associazione, dai verbali del servizio di Polizia Municipale inerenti gli incidenti automobilistici avvenuti negli ultimi cinque anni non risultava una particolare ed eccezionale pericolosità degli incroci interessati tale da giustificare l’utilizzo di misure straordinarie di monitoraggio e messa in sicurezza. Adesso, a distanza di quasi un anno e mezzo dall’installazione, i due T-Red sono ancora al loro posto e Rivalta Nuova torna alla carica. “Continuiamo a credere fermamente che questa Amministrazione, prima che alla sicurezza dei cittadini, abbia rivolto lo sguardo alle casse del Comune e camuffato la verità dietro  a comode motivazioni che sono state smentite dai fatti, visto che i T-Red non hanno inciso minimamente nella limitazione del numero di incidenti, già esigui in precedenza – afferma il vicepresidente dell’Associazione Roberto Aste – Le rotatorie, invece presentano gli indubbi vantaggi di funzionare 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, di  ridurre la velocità di percorrenza del tratto dove sono posizionate, di diminuire i punti di collisione fra i veicoli, di abbassare i livelli di  rumorosità e inquinamento, e di permettere a tutti i mezzi, compresi quelle pesanti, di invertire il senso di marcia in sicurezza”. In più, afferma Aste, si migliorerebbe l’aspetto architettonico dell’intersezione stradale, si garantirebbe la  maggiore scorrevolezza del traffico grazie alla completa eliminazione dei “tempi morti” di attesa e si abbatterebbero i costi futuri, visto che il costo dei T-Red per il primo anno di attività è stato di circa 136mila euro e le rotonde si potrebbero realizzare con uno stanziamento di 250mila euro.  Perciò, chiede Rivalta Nuova, via i T-Red e benvenute rotatorie, anche perché “presto l’effetto sorpresa dei dispositivi T-Red svanirà e il numero delle multe non sarà più sufficiente a coprire i costi da sostenere per il loro esercizio”.

“Senz’altro più onerose in termini di tempi, dal progetto all’esecuzione, sono le rotatorie rispetto ai T-Red. Senza tener conto del fatto che il costo di produzione delle immagini e del procedimento è a carico del trasgressore”, precisa il comandante della Polizia locale Giulio Facchini che considera i T-Red una scelta giusta per contenere le conseguenze delle violazioni al codice “Perché è il benvenuto tutto ciò che serve a non far accadere incidenti e a tutelare la sicurezza anche in incroci dove, in passato come adesso, gli incidenti non sono stati numerosi”. Secondo Facchini i T-Red sono un deterrente in più, un appoggio al lavoro della locale polizia che in questo modo ha più tempo da dedicare alla tutela e all’aiuto alla cittadinanza. Inoltre, spiega ancora il comandante, se per legge il 50 per cento di ciò che viene incassato per le sanzioni deve essere impiegato per lavori finalizzati alla sicurezza stradale – la segnaletica e,  in un paese come il nostro che è “tutta strada”, la sistemazione viaria  – a Rivalta la percentuale dedicata è maggiore. Ancora, se si pensa che in futuro i semafori intelligenti saranno anche in grado di “leggere” assicurazioni e bolli scaduti, sempre per un maggior buon uso del tempo delle forze dell’ordine, non si può proprio affermare, assicura Facchini, che la scelta dei T-Red al posto delle rotatorie sia motivato dal desiderio di punire i trasgressori o, peggio, di fare cassa.