Ad Almese un progetto pilota per il compostaggio domestico In questo modo si ridurranno costi ed inquinamento

compostaggio domestico

ALMESE – Verrà presentato giovedì 26 gennaio 2017, alle ore 21 presso il Teatro Magnetto (e NON in Sala Consigliare, come precedentemente annunciato), il nuovo “Autogestione del compostaggio domestico”. Analizzando le percentuali di compostatori presenti in alcune vie del paese, sono state individuate due zone in cui potrebbe essere possibile attuare il compostaggio domestico complessivo di zona ed evitare quindi il passaggio del mezzo della raccolta della filiera dell’umido. Questo ha due conseguenze immediate: ridurre l’inquinamento e risparmiare sui costi di trasporto e smaltimento. La condizione di base è che tutti i nuclei familiari interessati partecipino al progetto.

La serata informativa è rivolta ai cittadini residenti nelle zone coinvolte nel progetto, ma anche a tutti i cittadini interessati alla tematica. Sarà l’occasione per presentare nel dettaglio il progetto e verranno accolti dubbi e suggerimenti per poter intraprendere insieme questo percorso.

Le zone individuate sono le seguenti:

Zona 1: borgata Bunino, borgata Montecapretto, via Bertolo, via Braida, via Bunino, via degli Acquedotti, via della Roccia, via Gadrino Falca, via Madonna della neve, via Listelli, via Mollar, via Moncurto, via Montecapretto, via Muande.

Zona 2: borgata Miosa, borgata Grange (tratto da definire), via Goletto, via Gublera, via Miosa, via Morsino, via Tetti Dora, via Tetti Montabone, via Vernetta, via Vighetto.

Questo progetto pilota – ha dichiarato il Vice Sindaco Claudio Piacenzanasce da un’intuizione molto semplice: per ridurre i costi della raccolta rifiuti è necessario innanzitutto ridurre la quantità di rifiuti, trasportati e che devono poi essere smaltiti. Per questo abbiamo pensato che un modo concreto per applicare questo principio fosse partire dalla frazione dell’organico. Ci sono molte zone del territorio di Almese che sono difficili da raggiungere per i mezzi adibiti alla raccolta differenziata ma dove la maggior parte dei cittadini ha un giardino o una zona verde dove è possibile effettuare agevolmente il compostaggio domestico. L’obiettivo del progetto che sta per partire è proprio questo: se la frazione organica diventa una risorsa (il compost) e non un rifiuto non ci sarà più il passaggio del mezzo e i costi di trasporto e smaltimento si azzerano. Abbiamo scelto due zone nelle quali è possibile applicare perfettamente questo ragionamento in quanto molte famiglie praticano già il compostaggio. Il progetto è fattibile solo se tutti i cittadini sceglieranno di aderire alla sperimentazione: in tal caso il vantaggio sarà un duplice: quello di potersi produrre del compost domestico da utilizzare nel proprio orto o giardino – attività che molte famiglie già fanno, ma che contiamo di incentivare ed ampliare – e quello di tipo economico. Infatti stiamo studiando con la nostra ragioneria un meccanismo che permetta di destinare la quota risparmiata dal Comune sul servizio di raccolta e smaltimento rifiuti direttamente alle famiglie coinvolte nel progetto sotto forma di sconto sulla Tari. Inoltre sarà messo a punto in collaborazione con ACSEL un sistema di ispezione per verificare l’effettivo utilizzo dei compost ed evitare che la frazione organica sia conferita con quella indifferenziata. Una volta a regime la sperimentazione vorremmo allargare l’esperienza ad altre zone del territorio in modo da consolidare il processo e rendere il compostaggio domestico una sana abitudine”.