Ad Avigliana una nuova sede del Banco Alimentare Venerdì 20 maggio è stato inaugurato il nuovo magazzino per il CeIM

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di LUDOVICO MARCHISIO

AVIGLIANA – Venerdì 20 maggio 2016 alle ore 16 ad Avigliana è stato inaugurato il nuovo magazzino per il CeIM (Centro d’ascolto e di assistenza) di cui è presidente Raissa Hani Eddamir, originaria del Marocco, che ormai vive da tanti anni ad Avigliana col marito Rachid, anche impegnato nella protezione civile. La disponibilità di questa famiglia si è manifestata nell’accoglienza e nell’aiuto portato non solo ai connazionali ma a tutti coloro che si trovano in situazione di disagio. Purtroppo la sofferenza e la povertà in cui vivono tanti immigrati della loro terra d’origine unita a tanti altri che per mancanza di lavoro necessitano di aiuti, hanno fatto sì che questo centro aumentasse sempre più il proprio campo d’azione nel volontariato sociale. Nei primi anni dell’associazione (2007), si raccoglievano e si distribuivano in particolare capi d’abbigliamento, poi circa cinque anni fa, fu loro affidata la distribuzione di viveri alimentari tramite il “Banco Alimentare”. Ora la sede dell’associazione con annesso magazzino si è trasferita nei nuovi locali di corso Laghi 101 ad Avigliana, resi agibili e ristrutturati dal proprietario Arnaldo Reviglio, in realtà esecutore testamentario delle ultime disposizioni della zia Olga Reviglio vedova Ricalzone deceduta nel gennaio del 2010. Oltre ai legati testamentari dei quali hanno beneficiato per finalità sociali diversi Enti, l’immobile è il segno più tangibile della destinazione. Infatti la casa composta da due unità abitative autonome, ha in vincolo di essere destinata direttamente agli aventi diritto e i proventi da essa derivanti, a finalità socio-assistenziali. Il proprietario destinerà così gli introiti della locazione al netto delle spese di gestione, degli eventuali costi straordinari e della tassazione in vigore. Arnaldo Reviglio in accordo col Consorzio intercomunale socio assistenziale della Valle di Susa, ha già stipulato una scrittura privata affinché vengano realizzati progetti di intervento a favore di persone in condizioni di particolare fragilità. Il piano seminterrato è stato destinato gratuitamente alle esigenze dell’associazione CeIM per le finalità prima accennate. Una piccola parte del medesimo è stata destinata come “luogo del ricordo” in quanto oltre ad alcuni aspetti di carattere familiare, sono stati messi in luce alcuni attrezzi da lavoro e scritti d’epoca relativi alla sartoria da uomo del marito Secondo Ricalzone di cui Olga era coadiuvante. Molti gli amministratori della valle presenti. L’assessore alle politiche sociali di Avigliana Enrico Tavan che ha sottolineato l’importanza delle associazioni di volontariato come la CeIM. Il sindaco di Borgone di Susa Paolo Alpe ha ricordato anche l’attività della CeIM nel suo comune e la sfera d’intervento in  tutta la valle. Erano anche presenti il sindaco di Sant’Antonino di Susa Susanna Preacco, il Consigliere regionale Antonio Ferrentino, l’assessore di Chiusa San Michele Gabriella Botta, la direttrice del CON.I.S.A. – Valle Susa Anna Blais, l’ex sindaco di Avigliana Remo Castagneri, il comandante della stazione di Avigliana Giuseppe Minutolo, il presidente dell’asilo infantile – scuola materna “D. Picco” di piazza Conte Rosso e l’avvocato Alberto Marchisio per il consorzio. Era presente anche Mauro Favario responsabile del comitato locale di Villar Dora della Croce Rossa Italiana, beneficiaria di uno dei legati, il quale ci ha riferito che, dal momento della consegna (giugno 2012), l’ambulanza acquisita, grazie alla donazione di Olga, ha percorso 112 mila Km e soccorso circa 2300 persone. L’evento pomeridiano dell’inaugurazione è stato preceduto dalla distribuzione dei generi alimentari ed è stato seguito da un rinfresco preparato in parte dai volontari della CeIM. Erano presenti, oltre le persone citate, molti aviglianesi, molti beneficiari degli interventi e parenti dei coniugi Ricalzone, compresa la figlioccia col marito arrivati da Piea d’Asti. Questa nuova sistemazione eviterà il disagio della precedente che costringeva di fare a piedi tre rampe di scala. La frase riportata nella stanza museale interpreta in pieno il significato di questo significativo pomeriggio: “Fare qualcosa senza nulla in cambio”.