Al Museo del Cinema il ricordo di Mario Celso

Le musée du cinéma (Turin)

S.ANTONINO. Chi non ha mai guardato almeno una volta nella vita la premiazione del premio Oscar. Così tanto per vedere quell’attore o quell’attrice famosa, per curiosare sui vestiti per farsi un’idea su quale film andare a vedere. Tra i grandi personaggi che hanno calcato quel palco ci fu anche il santantoninese Mario Celso. Lui non recitava, non scriveva sceneggiature e neppure confezionava vestiti di scena. Non era uno scenografo e neppure un musicista. Celso riuscì con la sua tecnica e il suo ingegno a far si che tutto il mondo del cinema potesse accendere le luci sulla ribalta. Celso riuscì nello sviluppo e nella produzione di apparecchi per l’alimentazione degli archi a carbone, delle lampade Xenon e per gli accenditori usati nella proiezione cinematografica. Dagli archi a carbone degli anni Trenta fino alle lampade ad arco di oggi, fu sempre all’avanguardia dello sviluppo con progetti innovativi per l’accensione ed il funzionamento delle fonti luminose. Per questo motivo oggi il Museo Nazionale del Cinema, in collaborazione con la famiglia Celso e la ditta Irem, ha dedicato una vetrina del proprio allestimento, che è stata inaugurata mercoledì 14 ottobre 2015. Alla Mole Antonelliana di Torino quindi, accanto alle foto e ai documenti relativi alla cerimonia di premiazione dell’Oscar del 1992, sono esposti i diversi modelli dell’invenzione di Mario Celso a raccontarne l’evoluzione: dal primo esemplare datato 1946 fino a quello elettronico per lampade allo Xenon in uso oggi, passando per quello elettromeccanico degli anni Novanta.