Alberto Tomba “il fenomeno” da Giuglar Sport a Sant’Ambrogio. 30 anni dopo la sua prima vittoria al Sestriere porta anche la neve in Valsusa Il campione - testimonial della Mico - accolto dall'abbraccio di 3 generazioni di fan che hanno affollato per ore il negozio di articoli sportivi di Sant'Ambrogio di Torino

Alberto Tomba e 3 generazioni di fan e tifosi  nel negozio di Giuglar Sport a Sant'AmbrogioAlberto Tomba e 3 generazioni di fan e tifosi nel negozio di Giuglar Sport a Sant'Ambrogio

SANT’AMBROGIO – Nello sport si sintetizza con una semplice parola che vale più di qualsiasi classificazione enciclopedica: mito. Questo è Alberto Tomba. Il più grande fenomeno in tutte le accezioni del termine dello sci di tutti i tempi.  “Tomba la bomba” come lo battezzarono i francesi ad Albertville. Grande anche “tombeur des femmes” perché generazioni di fan si sono entusiamate delle sue vittorie quanto del suo sorriso, della sua simpatia e bellezza sfrontata da guascone e scapolo d’oro.  Lui con i suoi 30/40 pullman di tifosi al seguito per tutte le Alpi. Il fan club in tour mondiale. Nessuno mai ha saputo smuovere folle di tifosi come lui, Nessun atleta  di nessuno sport è stato in grado come Alberto di far crescere il PIL di tutto il sistema neve. Negli anni della sua fulminante e straordinaria carriera ha fatto crescere l’indotto del turismo dello sci, della produzione di materiale ed abbigliamento, della vendita di ski pass, di corsi  e lezioni di sci del 30-40% in termini assoluti. Miliardi di lire, perché ancora quelle c’erano. Rossignol, Lange, Fila, solo per restare ai principali marchi con cui corre gli devono impennate di vendite mai viste prima. Tutti vogliono gli sci di Tomba, i suoi scarponi, le sue giacche a vento…

E oggi ad accogliere il “fenomeno” Tomba a Sant’Ambrogio nel negozio di Giuglar Sport una folla di almeno 3 generazioni di appassionati, che per oltre 3 ore ha riempito il negozio di articoli  sportivi. Gli stessi che votando online hanno fatto guadagnare al negozio di Emanuele Giuglar nel concorso dello sponsor Mico la presenza del testimonial Tomba che firma una linea di intimo tecnico e calze da sci per la ditta bresciana, un marchio di eccellenza nell’abbigliamento sportivo underwear.

Ragazzi di vent’anni, qualche “vecchietto” con indosso ancora la divisa di Torino2006, giovani 40-45enni ancora un po’ – tanto direi a giudicare dalle occhiate – innamorate di lui, ragazzini delle scuole di sci, tutti in fila dentro e fuori il negozio per farsi una foto col campione di Castel de Britti, perché quando 20 anni a Crans Montana dopo l’ultima vittoria, quella numero 50 in Coppa del Mondo ha salutato da vincente nato il Circo Bianco di selfie non si conosceva neppure la parola.

E la neve intorno porta ad un’altra data: il 27 novembre 1987, al Sestriere. Alberto sbaraglia gli avversari con una seconda manche di quelle che ancora non sapevamo avrebbero preso il suo nome: settimo dopo la prima arriva in fondo davanti a tutti. Prima vittoria in Coppa del Mondo in slalom. Chi scrive lo conobbe quel giorno. Tutti si ricordano la sua battuta in conferenza stampa in albergo: “Fra due giorni vinco di nuovo”. E lo fa davvero sale sul podio del gigante davanti a Ingemar Stenmark, la bestia nera dei nostri campioni, solo terzo. Carattere esattamente opposto al suo. Una macchina da vittorie. E Ingemar capisce subito che sulle piste è arrivato un mostro: “Alberto è troppo forte, posso smettere di sciare”.

Avesse  tentato una libera, cosa che Thoeni fece una volta arrivando secondo dietro a Klammer, probabilmente col suo fisico avrebbe fatto sfracelli. Ma gli sono bastati gli slalom per diventare leggenda. Per tutti gli 11 anni della sua carriera è salito sul podio al numero 1. Ha corso contro almeno tre generazioni di campioni. Ma Tomba è Tomba. Da Stenmark, a Girardelli e Zurbriggen, ad Accola, Kjus e Aamodt, al non fortunato Nierlich, fino a Hermann Maier li ha messo tutti infila come i paletti dello slalom.

Ci siamo incontrati molte volte, ad Albertville per colpa sua ho perso la voce per almeno una settimana grazie al suo oro. Oggi solo il tempo per uno scambio di battute, prima che entrasse in negozio. Fuori c’è una delle file di appassionati che lo attende. L’altra affolla ogni angolo del negozio.

Fra qualche giorno sono 51 anni. Ma non hai hai l’aspetto del pensionato…

“Macché pensione. Sono sempre in giro… viaggio e vado a promuovere lo sport in tutto il mondo. E come faccio oggi se rappresento una azienda mi metto a disposizione della gente. Come sempre no?”

Te lo hanno chiesto mille volte.  Non ti vien voglia di allenare o magari fare anche tu il dirigente federale? (Flavio Roda il suo primo e ultimo allenatore oggi è il Presidente della FISI)

“Non è il mio mestiere. Seguo sempre le gare, anche i nostri atleti… Ma quello proprio non è il mio lavoro”

Già  perché un campione può allenare far crescere campioni. Un mito no. Può solo aspettare nasca un altro fenomeno e saperlo riconoscere… E un altro Tomba ancora non è nato.

Per questo oggi gli possiamo anche perdonare i capelli un po’ troppo scuri, come gli abbiamo perdonato “Alex l’ariete”…

Entra fra gli applausi in negozio praticamente puntuale poco dopo le 16. Sullo schermo scorrono le immagini delle sue vittorie. Delle gare più belle . Alberto inizia ad interrogare il pubblico e il buon Lorenzo Richetto cui spetta il compito di fare il presentatore. E quando scorrono le immagini del Mondiale di Sierra Nevada del ’96, quella seconda manche del gigante in cui praticamente da terra e di traverso con un colpo di reni si rialza, riprende la linea, infila i pali e la vittoria con una rimonta incredibile si emoziona persino lui… “Adesso basta, che poi mi commuovo davvero..”

E da professionista qual è seppur sempre fuori dai ranghi, si fa fotografare, abbracciare, baciare, ride e scherza con tutti, firma poster, foto, scatole di calze e magliette. sorride sempre. E’ un generoso, ha guadagnato cifre enormi per i i tempi, ma non si è mai risparmiato, non ha mai litigato con un fan troppo invadente… La gente lo ha sempre sentito come uno vero, genuino e sincero, e lo è ancora adesso. “Per me lo sci è solo questo: o vinco o salto”.

Alberto servirebbe all’Italia di oggi,  cacciata pure dai Mondiali di Calcio. Il suo nome sarà sempre legato all’Italia che vince. Al tricolore sul podio… E non siincazzavano solo i francesi, ma soprattutto gli austriaci che campano di neve e sci, con le loro piste invase dai tifosi di Alberto a sovrastare i campanacci.

Grazie di essere stato con noi e grazie a Emanuele Giuglar per averci fatto rivere insieme al suo ospite un film che fa parte della  memoria di chiunque abbia mai messo gli sci nei piedi e  – ahilui – non sia più un ragazzino…

Alberto Tomba a Calgary 1988 Oro Olimpico in slalom. E anche in gigante

Alberto Tomba a Calgary 1988 Oro Olimpico in slalom. E anche in gigante

Il palmarés di Alberto Tomba

Giochi Olimpici

  • 5 medaglie:

3 ori (slalom gigante, slalom speciale a Calgary 1988; slalom gigante ad Albertville 1992)
2 argenti (slalom speciale ad Albertville 1992; slalom speciale a Lillehammer 1994)

Campionati del Mondo 

  • 4 medaglie:

2 ori (slalom gigante, slalom speciale a Sierra Nevada 1996)

2 bronzi (slalom gigante a Crans-Montana 1987; slalom speciale a Sestriere 1997)

Coppa del Mondo

  • Vincitore della Coppa del Mondo nel 1995
  • Vincitore della Coppa del Mondo di slalom gigante nel 1988, nel 1991, nel 1992 e nel 1995
  • Vincitore della Coppa del Mondo di slalom speciale nel 1988, nel 1992, nel 1994 e nel 1995

88 podi:

  • 50 vittorie (35 in slalom speciale, 15 in slalom gigante)
  • 26 secondi posti (15 in slalom speciale, 11 in slalom gigante)
  • 12 terzi posti (7 in slalom speciale, 5 in slalom gigante)

NELLA GALLERY

Tomba in negozio da Giuglar Sport

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