La Battaglia dell’Assietta ogni anno rivive grazie alla passione per la storia in divisa dei rievocatori: “Raccontiamo storie di uomini e di montagne” Intervista ad Alessia Giorda Presidente del Coordinamento Rievocazioni Storiche 1600-1700, anima della ricostruzione dello scontro epico del 1747 a cavallo fra Valsusa e Valchisone

Un momento della rievocazione storica della Battaglia dell'Assietta (Foto www.menatworkstudio.to)Un momento della rievocazione storica della Battaglia dell'Assietta (Foto www.menatworkstudio.to)

USSEAUX – Tutto è pronto all’Assietta, presso il pianoro della Casa Cantoniera,  cucina da campo compresa e accampamento di tende in stile settecentesco, il che vuol dire due pali e un telo di cotonaccio non impermenabile, per il week-end della Festa dël Piemont. Quest’anno è il 270° anniversario della Battaglia, e senza i “rievocatori” in divisa, con le lori armi e bandiere l’evento non avrebbe senso. Anima del gruppo di appassionati che si spende in questa suggestiva opera – il Coordinamento Rievocazioni Storiche 1600-1700 – è Alessia Giorda di Sant’Ambrogio che nella vita “normale”, ma quale sia per lei quella “normale” ci sarebbe da discutere, lavora dal 2000 alla promozione del Castello di Rivoli e del suo Museo.

Alessia Giorda Presidente del Coordinamento Rievocazioni Storiche 1600-1700

All’Assietta il suo ruolo è quello di interpretare una “vivandiera”, ma sul campo tutti sanno che con lei non si scherza quando c’è da fare sul serio e i galloni da “generala” se li è conquistati in centinaia e centinaia di rievocazioni di battaglie sparse per tutta Europa e anche oltre Oceano, riesce a far “filare” i suoi uomini, fossero questi un Comandante, un Ufficiale o un granatiere.   Perché appunto la sua passione la porta su decine di campi di battaglia ogni anno: da Waterloo ad Austerlitz, passando per Praga, le Fiandre o a Cherasco o Marengo. I più attenti l’avranno vista anche in un documentario di History Channel in veste di “donna da campo” napoleonica a raccontare la vitoa quotidiana degli accampamenti militari del tempo.

E alle “Donne in guerra. Mogli, compagne e femmes de plaisir“, donne sui campi di battaglia, che portano l’acqua, curano i feriti, vestono alla moda, indossano una divisa, mogli, concubine, prostitute ha dedicato appunto il suo ultimo libro., scritto insieme a Francesco Ganora, altro rievocatore. Un libro rivolto a tutti, rivolto alle donne, ma anche agli uomini, per ricordare che la storia, e in questo caso, la guerra, non sono state fatte soltanto dagli uomini, scritte per gli uomini e illustrate per gli uomini.

Alessia Giorda durante la fiaccolata notturna al Monumento dell'Assietta

Alessia Giorda durante la fiaccolata notturna al Monumento dell’Assietta (Foto www.menatworkstudio.to)

Alessia tutto pronto per il week-end dell’Assietta?

 “Torniamo con piacere in questo splendido luogo anche quest’anno. Il Coordinamento Rievocazioni Storiche 1600-1700  dal 2014 organizza la parte di rievocazione della Festa dël Piemont  collaborando sempre più strettamente,  con l’Associasion  Festa del Piemont al Col ed l’Assietta. Questo poi è un anno importante questo: sono i 270 anni della battaglia e  50 da quando gli amici hanno fortemente voluto organizzare questa festa. Unun evento in cui la mia associazione crede fermamente e di cui si fa promotrice, come recentemente è accaduto a Cesana in occasione della rievocazione della Battaglia dello Chaberton, con cui la manifestazione si è gemellata.

Il Coordinamento Rievocazioni Storiche 1600-1700,da quasi  10 anni raggruppa gruppi storici militari della Bassa Valsusa, come i Dragoni Rossi di S.A.R. di Rivoli, il Reggimento Desportes di Alpignano, i Granatieri Brandeburghesi di Pianezza, ma anche il Reggimento Saluzzo che ha sede a Castelmagno, il Progetto Redcoats &Rebels di Modena e il Reggimento Kalbermatten di Torino. Mica male come gruppo storico.

“Il Kalbermatten è un  Reggimento, quest’ultimo, che lassù quel giorno c’era:  la bandiera dai colori gialli e blu della famiglia svizzera dal 600 fedele a casa Savoia sventolava al Gran Serin . E qui c’era proprio Gregoire de Kalbermatten  alla testa di due Brigate del Reggimento omonimo, insieme ad un altro reggimento svizzero il Roy , 500 leggeri, le milizie valdesi del Maggiore Jean Perron insieme a miliziani pragelatesi e volontari piemontesi”.

Il Reggimento Kalbermatten all'Assietta

Il Reggimento Kalbermatten ai trinceramenti dell’Assietta  (Foto www.menatworkstudio.to)

Tutti i  rievocatori (non chiamateli “figuranti” o finirete presi a fucilate…) che stanno allestendo il campo storico, vicino al lago della Casa Cantoniera sono volontari. Nessun sostegno pubblico né contributo. Eppure il loro ruolo è fondamentale. E – ci piace ricordarlo – questo evento potrebbe disponnedo di un gruppo ancora più numeroso -costituire un vero e proprio spettacolo. Non dico di raggungere i 60-70.000 spetattori di Waterloo, Però qualcosa di più si potrebbe fare.

Questo campo di battaglia, la sua storia meriterebbe di essere e diventare un vero evento turistico. Tu come la pensi?

“Ci piacerebbe fare di più, ma siamo tutti volontari, i nostri fondi sono molto pochi, e un evento come questo costa, dal trasporto di uomini e materiali, a quello della polvere da sparo utilizzata, alla promozione. Siamo fortemente convinti che la rievocazione sia un interessante motore per fare cultura, per raccontare la storia. La nostra associazione ha partecipato ed è chiamata a rappresentare il Piemonte  ad eventi  in Spagna, Olanda, Francia, Germania, e anche Romania, dove l’attenzione è molto alta, con migliaia di spettatori che partecipano, scommesse  da parte di amministrazioni pubbliche, e sponsor privati, con una ricaduta promozionale turistica ed economica di grande portata.

 Penso agli amici del Fort Ticonderoga, 365 giorni l’anno luogo di rievocazione, che durante la guerra franco-indiana era chiamato Fort Carillon. Nel 1756 nelle sue vicinanze si tenne una battaglia che venne vinta da Louis-Joseph de Montcalm, comandante delle truppe gigliate in America del Nord. Egli era uno di coloro che attaccarono la butta dell’Assietta, salvato per miracolo da sotto una catasta di morti e feriti.

Un campo di battaglia come questo però lo abbiamo solo noi: il più alto  sino alla Prima Guerra Mondiale. Siamo in contatto con rievocatori americani, che conoscono la storia dell’Assietta, grazie anche ai social,  e a quello che si chiama storytelling, migliaia i contatti alle pagine facebook dove in questi giorni sono stati pubblicati, in pillole post dedicati alla battaglia e ai suoi protagonisti.

Noi dormiremo come abbiamo sempre fatto, nelle tende truppa, riproduzioni fedeli di quelle dell’epoca, come lo sono gli abiti, realizzati da sarti storici  seguendo le iconografie e la documentazione coeve.  Quest’anno oltre al Coordinamento, che sarà presente sia all’attacco che in difesa, gli amici del Gruppo De Reges di Revello,  Les Gardes Françoises , tra i più preparati del panorama ricostruttivo europeo, provenienti da tutto il nord Italia, dalla Francia membri del Regiment du Passé e del Reggimento Savoia.

 Per il secondo anno consecutivo ricordiamo la presenza di una rappresentanza del Gruppo Storico Pietro Micca della Città di Torino, che per tanti anni, con alla testa il Generale Amoretti, una delle anime di questa festa, ha rievocato la battaglia.  I difensori saranno nel trinceramento  ricostruito negli ultimi anni, accanto ai soldati anche i rievocatori  provenienti da tutta la Regione, che ricorderanno  i miliziani valdesi presenti all’epoca.  Oggi come all’ora un Cacherano sarà alla testa dei “Bougia nen”, l’amico Carlo Cacherano di Osasco, con cui da anni collaboriamo .

La notte prima della Battaglia dell'Assietta accanto al fuoco (Foto www.menatworkstudio.to)

La notte prima della Battaglia dell’Assietta accanto al fuoco (Foto www.menatworkstudio.to)

Una mano la danno i Comuni interessati, come Usseaux, e le Unioni Montane, ma anche quella che fu la Provincia di Torino, a partre il lavoro egregio svolto per mantenere la  strada, la stessa Regione Piemonte, aldilà della presenza e rappresentanza istituzionale negli ultimi anni sembrano aver dimenticato che questa è la Festa di tutti i Piemontesi, che già all’epoca erano quelli fedeli alla bandiera del Re di Sardegna. Radici che danno identità… Al netto di ogni tentativo di atrribuzione politica passata.

Un po’ più di attenzione istituzionale non guasterebbe no?

“Io intanto voglio ringraziare tutti i soci e i presidenti dei gruppi, gli amici che vengono da lontano e che hanno accettato l’invito, il grande lavoro di Enrico Tenivella e di Valter Costamagna che oggi portano avanti il sogno nato 50 anni fa della Festa del Piemont, apartitica e apolitica, innanzitutto, e tutti coloro che saranno con noi in questi giorni. Chi vuole raggiungerci all’Assietta il sabato potrà visitare insieme ai rievocatori e con il nostro socio e storico militare Eugenio Garoglio i trinceramenti, la sera partecipare alla suggestiva fiaccolata sino alla Butta dove si terrà un emotivo omaggio ai caduti.

La domenica seguire la Santa Messa in Piemontese e poi assistere alla ricostruzione della battaglia, ed infine gustare una buona polenta  preparata con cura e passione dagli amici della  l’Associasion  Festa del Piemont al Col ed l’Assietta anche loro volontari, e con la generosità di chi ci sarà si sostentano, anche loro innamorati della storia e di questo luogo, e anche loro sempre e comunque pronti a fare i salti mortali, e ne fanno tanti, basti pensare che anche l’acqua sale dal piano sino a lassù, per far si che dopo 50 anni si sia qui a ricordare. Come sarà qui l’Esercito Italiano, con i Granatieri di Sardegna nelle loro divise storiche che quel giorno marceranno laddove i loro commilitoni hanno marciato. 

Siete tutti invitat per una giornata  di cultura, di ricordo, per raccontare storie di uomini e di montagne.”

Il Programma: http://www.lagenda.news/assietta-festa-piemont-270-anniversario-battaglia/

Viva ël Piemont!quindi.

Sperando che un giorno qualcun proponga ad Hollywood magari una sceneggiatura per un film sulla vita avventurosa del Montcalm, fra Alpi Piemontesi e la Valle del Fiume San Lorenzo verso quello dell’Hudson a cavallo di Canada e quelo che è oggi lo Stato di New York. Sconfitto qui e vincitore a Fort Carillon. Che magarì suonerà la sveglia su questa nostra immensa storia. Tanto poi in un film una storia d’amore salterà pur fuori. Magari di qualche donna valdese che si prese cura del Generale francese ferito e lo seguì fino in Canada. Parigi val bene una messa in fondo…