Alessio Ciacci, presidente Acsel, tra i campioni dell’economia circolare a Bruxelles

Alessio Ciacci presidente AcselAlessio Ciacci presidente Acsel

S.AMBROGIO – Diversi rappresentanti delle migliori esperienze nella gestione dei rifiuti italiana hanno presentato al vicepresidente della Commissione europea, Jyrki Katainen e all’eurodeputata, Simona Bonafè, relatrice del pacchetto sull’economia circolare, l’atlante dei campioni dell’economia circolare #circulareconomy made in Italy. Ben 107 esperienze tra aziende, cooperative, start-up, associazioni, realtà territoriali e Comuni che hanno già investito su un nuovo modello produttivo e riciclano materie prime seconde che fino a oggi finivano in discarica.

Alessio Ciacci

E’ stato un immenso piacere rappresentare alle più alte istituzioni europee, i risultati che stiamo conseguendo – ha commentato il presidente Alessio Ciacciun forte ringraziamento va a tutti i colleghi per i risultati che insieme stiamo conseguendo e costruendo e che ci stimolano a fare sempre di più e sempre meglio per il nostro territorio”. L’Italia ha oggi tutte le carte in regola per fare da capofila nell’Europa dell’economia circolare. Le 107 esperienze – consultabili anche sulla mappa interattiva sul portale della campagna itinerante di Legambiente e Ferrovie dello Stato www.trenoverde.it – portano avanti gestioni sostenibili dei rifiuti fondate su riciclaggio, raccolte differenziate domiciliari, tariffazione puntuale, riuso, prevenzione e innovazione industriale.

Le cifre

Delle aziende italiane il 33% lavora su scala nazionale, il 41% su scala regionale o locale, il 24% a livello internazionale. I tre settori su cui operano principalmente sono i rifiuti nel 62% dei casi, il riuso e il riutilizzo di beni (31%) e il sociale (27%), l’agricoltura (20%), l’industria (19%), il design (16%) e start up e ricerca (15%). Il 65% contribuisce all’economia circolare riducendo l’utilizzo di materie prime vergini, il 53% previene la produzione di rifiuti e il 48% risparmia risorse (acqua, energia e materie prime) nella sua attività. Il 43% produce materie prime seconde, il 34% le utilizza. Il 38% ricicla rifiuti in altri cicli produttivi, e il 26% nello stesso. Il 36% svolge attività di riuso e riutilizzo dei prodotti, evitando che diventino rifiuti. Infine, rispetto ad ambiti più specifici, il 14% dei campioni lavora sullo spreco alimentare, il 13% produce biometano da scarti agricoli o zootecnici o da frazione organica dei rifiuti urbani.