Alice torna nel Paese delle Meraviglie, passando attraverso lo specchio Nelle sale l'ultimo sequel Disney

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DISNEY torna a proporre, poche settimane dopo l’uscita della versione filmica del “Libro della giungla”, un altro dei suoi grandi classici, rispolverando la storia dell’Alice del suo “pese delle meraviglie”, producendo il sequel della pellicola di Tim Burton, sei anni dopo. Cambio alla regia, con Burton che lascia il posto a James Bobim, mentre resta invariato il cast dei due protagonisti: Alice è ancora l’efficacissima Mia Wasikowska e il Cappellaio Matto è sempre Johnny Depp. Alice viene richiamata nel Sottomondo delle Meraviglie per ricongiungersi agli amici della prima avventura e salvare dalla morte il Cappellaio Matto. Impresa da eseguire viaggiando nel tempo e con il tempo, personificato da Sacha Cohen, che veste i panni di Chronos in persona. La magica macchina del tempo sulla quale sale Alice le consente di rimediare agli errori commessi in altre epoche, con una citazione di “Ritorno al futuro”. Come tutte le fiabe, anche questa ha la sua morale, facendo riflettere su come imparare dal passato, dal tempo e dagli sbagli commessi. Centrale, come in ogni storia disneyana, anche la famiglia, in questo caso quella del Cappellaio Matto, luogo centrale di continuo riferimento.

La pellicola dimostra, ancora una volta in una stagione ricca di ritorni in scena di eroi e supereroi, come la moda del remake sia la nuova chiave del cinema, dopo l’esaurimento del periodo delle lunghe saghe. In questo caso, Alice torna a interpretare una vicenda che si stacca di molto dall’originale di Lewis Carroll e dal primo film di animazione del 1951, mantenendo inalterati solo i personaggi, che agiscono su schemi diversi dal primo modello. Esperimento più simile al prequel di Biancaneve, uscito qualche mese fa, piuttosto che alla più fedele riproduzione del “Libro della giungla”.

Un film, comunque, da vedere in famiglia: accattivante, con i suoi effetti speciali e la sua semplice e immediata morale, per i bambini, piuttosto che per un pubblico adulto.