All’Alberghiero Colombatto di Torino la marijuana arrivava da Vaie: coinvolti 17 studenti fra arrestati e indagati L'operazione dei Carabinieri della San Carlo di Torino ha smantellato una rete di spaccio fra gli studenti dell'Istituto

Un frame dei filmati agli atti dell'indagine (Fonte Arma Carabinieri)Un frame dei filmati agli atti dell'indagine (Fonte Arma Carabinieri)

TORINO – Stupefacente per tutti e anche in forme ingegnose, come “svapare” erba da un vaporizzatore a forma di pennarello (artigianale, ma prodotto quasi in serie), senza destare troppi sospetti. Un vera piazza di spaccio organizzata presso l’Istituto Alberghiero  “Giuseppina Colombatto” di Via Gorizia a Torino, dagli stessi studenti, molti dei quali provenienti dalla Bassa Valle Susa . I Carabinieri della Compagnia San Carlo con i colleghi della Polizia Giudiziaria del Tribunale dei Minori di Torino hanno filmato e seguito per mesi gli studenti -17 e quasi tutti  minori sono quelli indagati –  nel corso di una una operazione scaturita  proprio da una segnalazione del Dirigente scolastico. I militari hanno  ricostruito le fasi dello spaccio, a partire dalla produzione, di hashish e marijuana, che dall’Istituto si diramava in Torino e cintura ovest e Bassa Valle Susa, dove veniva anche prodotta.

Le inquietanti immagini registrate nel corso delle intercettazioni ambientali mostrano studenti che spacciano ai loro compagni nel cortile della scuola, persino con immediato consumo collettivo durante l’intervallo. Tra gli indagati dell’inchiesta che va avanti da più di un anno sei sono allievi del Colombatto, e come gli altri indagati sono giovani di età fra fra i 14 e i 20 anni.

A Vaie scoperta anche una sorta di centrale di produzione, in cui erano coinvolti diversi minori.  “Nel corso  di una perquisizione domiciliare  – ha raccontato il Capitano Vincenzo Carpino, Comandante della compagnia San Carlo – abbiamo trovato nella cameretta di uno dei fermati un armadio che era una vera e propria serra per la coltivazione della droga.   Le intercettazioni telefoniche ci hanno  consentito di  smascherare un sistema di ordinazione via telefono con un linguaggio cifrato che usava una parola in codice diversa in base alla quantità e al tipo di droga richiesta.”

Il blitz è scattato dopo la firma delle ordinanze di custodia cautelare firmate dai Procuratori sia della Procura Minorile che di quella ordinaria col decreto di  esecuzione di sette ordinanze di applicazione di misura cautelare di cui una agli arresti domiciliari, due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, due obblighi di dimora, due collocamenti in comunità di minori e dieci avvisi di garanzia notificati a piede libero ad altri giovani, fra i quali anche alcuni minori. I reati contestati vanno dalla produzione, allo spaccio, di sostanze stupefacenti continuato e aggravato dall’aver offerto la sostanza stupefacente a persone di minore età. Una delle indagate risulta invece ancora non reperibile. Le indagini hanno pure riscontrato che la giovane banda era di fatto guidata da due ragazze minorenni.

I giovani della Valle coinvolti – in tutto una decina – sono oltre che di Vaie, di Bussoleno, Bruzolo, Chiusa San Michele.

Un bell’esempio di “new green economy” e start up locale da portare ai prossimi convegni… E nel rispetto delle quote rosa!