Almese va sui social e incarica della gestione una webagency. Gonella, ex sindaco polemizza: “Gli almesini hanno più bisogno di lavoro che di Facebook” La Giunta di Ombretta Bertolo impegna una spesa di 28.000 euro per la gestione social media, web e il bollettino comunale

La pagina del Comune di AlmeseLa pagina del Comune di Almese

ALMESE – E’ stato approvato dalla Giunta di Ombretta Bertolo un disciplinare che regola l’uso e i contenuti della pagina Facebook intitolata “Comune di Almese“. L’amministrazione comunale ha dichiarato che “è suo interesse  utilizzare i social media e che, anche per una Pubblica Amministrazione, tale strumento può e deve rappresentare una risorsa di importanza strategica per il miglioramento dei rapporti con i cittadini, da utilizzare sia come strumento di informazione ed elemento di trasparenza, sia, in prospettiva a breve termine, sempre più come offerta di servizi interattivi, per diffondere e pubblicizzare le proprie iniziative e attività, potenziare la comunicazione esterna con finalità turistiche, culturali e di promozione della città e del territorio“.

L’opposizione non condivide

Pur ritenendo la comunicazione da parte delle amministrazione verso la cittadinanza una funzione importante – dice l’ex sindaco Bruno Gonella oggi all’opposizione – troviamo davvero fastidioso che in questi tempi con le ristrettezze e le tasse che chiediamo agli almesini che l’amministrazione spenda quasi  30mila euro per vedere la caricatura della sindaca Bertolo che corre con i documenti sotto braccio“.

Con tutti questi soldi – continua Gonella – si sarebbero potuti fare interventi più efficaci in paese o aiutare persone in difficoltà economiche che dubitiamo abbiamo il tempo di appassionarsi a Facebook quando manca il reddito. Almeno avessero incaricato una azienda della Valsusa invece si è scelto l’affidamento diretto ad un operatore non locale“.

L’incarico alla webagency tra web e il giornalino del comune

Del lavoro su web è stata incaricata la Coooperativa Dstile S.C. con sede a Pinerolo perché si legge nella Determina del dicembre 2016: “che il prezzo offerto risulta competitivo rispetto alla media dei prezzi praticati nel settore di mercato di riferimento“. Per il periodo 2017-2019 la Dstile si occuperà degli aggiornamenti web, le comunicati web/news, la ridefinizione dei contenuti sito web, i comunicati stampa, la direzione del periodico “Punto su Almese”, l’attività redazionale del medesimo bollettino, la verifica delle norme operative per l’utilizzo degli spazi redazionali sempre del “Punto su Almese” e il supporto alla regolamentazione dei social network comunali. Per questo lavoro triennale la spesa è e sarà in totale di 23 mila euro più iva.

Cosa si “banna” su Facebook

Il disciplinare spiega chi sarà l’amministratore della pagina Facebook, Twitter e altri canali social: “Ritenuto pertanto di regolamentare l’utilizzo dei social media del Comune di Almese, approvando l’allegato proposto dalla Ditta Dstile Sc e composto da  7 articoli, per poi demandare alla stessa ditta l’incarico della gestione dei sopracitati media“. Verranno eliminati senza darne evidenza pubblica: “lo spam ed i messaggi commerciali e pubblicitari, i commenti che riportano dati personali e sensibili, i commenti inseriti a semplice fine di propaganda politica, sindacale, religiosa, i commenti che non sono in tema con le finalità informative, culturali e turistiche della pagina, i commenti che si trasformano in chat personale tra utenti, i commenti fuori argomento, replicati o inseriti al solo fine di intralciare la discussione, i commenti che utilizzano un linguaggio non appropriato (minacce, frasi che ledono la dignità personale).

E ovviamente “i commenti offensivi verso gli amministratori del canale o altri utenti e quelli. Tutti inseriti con lo scopo di innescare polemiche e che non siano espressione del diritto di critica o di libertà di pensiero. E tutti i messaggi che offendono la dignità e l’immagine del Comune di Almese e dei suoi cittadini, degli Amministratori e dipendenti comunali, delle istituzioni civili e religiose“.