Canile di Sant’Antonino: 38 Comuni adottano un cane, Almese no In funzione il nuovo centro consortile "Cento Code" inaugurato domenica scorsa: solo Almese in Valsusa non contribuirà al suo mantenimento

Un cane abbandonatoUn cane abbandonato

S.ANTONINO – Il canile “CentoCode” appena inaugurato a Sant’Antonino, come ha ricordato la direttrice della rivista “Quattro zampe”, è uno dei più moderni e funzionali in tutto il Paese. Dopo il taglio del nastro di domenica scorsa l’Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali, è già all’opera. Sono arrivati e arriveranno cani in adozione che verranno ospitati e seguiti nella nuova struttura.

L’impegno dei comuni

L’aveva ricordato il dottor Paolo Borbon, amministratore delegato di Acsel, il giorno dell’apertura: “I Comuni della Valsusa hanno voluto questa struttura e anziché “liberarsi” di questo servizio lo hanno riproposto, mettendo mano al portafoglio. In questo canile grazie all’Enpa e al Nucleo cinofilo della Polizia di Stato avremo un’area sempre a disposizione per svolgere gli addestramenti: non sarà un “canile-lager” dove ospitare i cani abbandonati, ma un centro vivo di attività cinofile, aperto a tutti, cittadini e associazioni. Il gruppo cinofilo sarà infatti impegnato insieme a noi a svolgere un’operazione di propaganda su come si tengono i cani. Questo è uno dei temi che sta a cuore alla fondazione “Sugar & Pincy”: i cani devono essere trattati da cani, certo, ma con metodiche precise“.

Almese ha detto no

I Comuni della valle, tutti tranne uno, hanno anche cercato i fondi nel bilancio per mantenere i cani nella struttura. Un impegno poco gravoso dal punto di vista economico ed essenziale perché il canile abbia vita e possa svolgere la sua funzione al servizio della collettività. Perché Almese ha detto no, unico comune in valle? Alla domanda posta all’amministrazione arriva la risposta per voce del sindaco Ombretta Bertolo: “Non ci era piaciuto il metodo con il quale l’Acsel si era posta di fronte ad un impegno economico così abbiamo riposto no. C’era un accordo di massima per una risposta negativa in accordo con il comune di Avigliana. Per questioni legate al bilancio ci vuole più tempo per decidere e trovare i fondi necessari a bilancio“.  Per altro sul sito del Comune viene proposta l’apertura del canile come buona cosa.

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Avigliana ha detto si

Insomma Avigliana c’è o no? “All’epoca essendo in momento pre elezioni noi non abbiamo inviato alcuna comunicazione. Quindi valendo quel silenzio assenso della lettera, il Comune ha aderito– risponde il Sindaco di Avigliana Andrea Archinà–  Tuttavia riteniamo indispensabile appurare preliminarmente numeri e costi perchè l’argomento non era stato molto approfondito. L’iniziativa può avere certamente dei positivi risvolti in termini di solidarietà, l’importante è comprendere meglio i termini di adesione“. Quindi allo stato delle cose Almese è rimasto fuori, unico comune di tutta la Valle.