Alpignano, il sindaco interviene sull’emergenza migranti in città Oliva: "Non abbiamo potere decisionale ma possiamo controllare e monitorare"

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ALPIGNANO. Era indicata come una delle prime emergenze, tra le priorità immediate, della giunta appena insediata: l’emergenza profughi. Il neo sindaco non si era nascosto dietro facili soluzioni e neppure aveva indicato di avere delle possibilità diverse da quelle che la Prefettura indica ai comuni. I primi cittadini non hanno la bacchetta magica su casi così generali e posso a seconda delle sensibilità rappresentare le esigenze dei propri paesi. Andrea Oliva ha così preso carta e penna ed ha indicato la linea della sua amministrazione. “Sin dal primo momento del mio insediamento, come Sindaco di Alpignano, insieme alla giunta da me tempestivamente nominata, ho dovuto fare i conti con un’emergenza a cui il nostro territorio non era ancora abituato a rispondere, nonostante venga affrontato ormai da diversi anni a livello nazionale e internazionale: ovvero l’accoglienza dei profughi- scrive Oliva – L’esordio di mandato è avvenuto quindi tastando il polso degli alpignanesi su questo tema molto caldo e come normalmente accade le reazioni sono molto diversificate. Fattore comune è sicuramente, anche per chi coglie principalmente l’aspetto umanitario di questo esodo epocale, una grande preoccupazione, dato l’elevato numero di persone che la Prefettura, di concerto con la Cooperativa che si è aggiudicata il bando, ha deciso di inviare sul nostro territorio comunale. La struttura ospitante, l’ex Hotel Parlapà di via Fornace, verrà infatti predisposta per accogliere 250 persone. Numeri così alti richiedono grandissime capacità organizzative e di gestione da parte degli assegnatari del servizio, che devono mettere in campo grandi competenze e professionalità. In più, come amministratore, pur non potendo minimamente avere titolo decisionale, mi impegnerò a garantire un’accurata vigilanza, facendomi carico di un costante monitoraggio nei confronti della cooperativa, affinché vengano rispettate tutte le clausole imposte dal capitolato, sia in termini di assistenza sanitaria e servizi, sia in termini di controllo e gestione degli ospiti della struttura. Allo stesso tempo ho dato la disponibilità a collaborare con la cooperativa per istituire il cosiddetto “volontariato sociale”, tramite il quale i profughi che lo desiderino possano lavorare a titolo gratuito e fornire un servizio alla comunità. Intendo anche verificare che le strade e le vie di maggiore percorrenza e le aree limitrofe alla struttura siano tenute bene e ben illuminate e, laddove necessario, si proceda con lavori di miglioramento stradale. Vorrei inoltre coinvolgere tutto il consiglio comunale, perché questo tema tocca da vicino tutti i cittadini allo stesso modo, non essendo una decisione dell’amministrazione, proponendo l’istituzione di una Commissione consultiva ad hoc, che coinvolgerà i consiglieri maggioranza, minoranza e le associazioni del territorio. Il suo compito dovrà essere quello di supporto al sindaco, quale garante della pubblica sicurezza e rappresentate dello stato sul territorio, nel seguire l’andamento della vicenda, facendo proposte concrete e operative sia sul piano dell’integrazione – dai progetti di volontariato al rispetto della dignità della persona – sia della corretta gestione del servizio”. Il sindaco manda poi un messaggio chiaro ai suoi concittadini. “Desidero quindi rassicurare tutti gli alpignanesi che sto portando avanti tutte le azioni utili e necessarie, affinché l’inevitabile arrivo dei profughi sul nostro territorio non causi un impatto negativo, dando adito a spiacevoli tensioni sociali o ad azioni di protesta che vadano oltre la normale dialettica tra le parti. La nostra comunità può essere una comunità accogliente, nel momento in cui si conosce bene il problema e ove si verifichi che non sussistano ricadute negative. Ogni altro importante e successivo aggiornamento, comprese tutte le azioni di controllo e monitoraggio messe in atto, verrà regolarmente comunicato ai cittadini sui canali istituzionali”.