Alpini a Condove. Pautasso eletto Capogruppo, Pesce lascia dopo 36 anni

Giovanni PesceGiovanni Pesce

CONDOVE – Celestino Pagliarello, Giuseppe Carlesso, Michelangelo Olino, Pierangelo Cinato, Giovanni Pesce e Silvano Pautasso; ecco i Capigruppi del Gruppo di Condove dal 1943 a questa mattina. Le elezioni del penne nere di Condove hanno decretato l’inizio delle attività di Silvano che prende in carica il Gruppo nell’anno in cui cambierà anche il Presidente Sezionale. Per ripercorrere la storia del gruppo di questi anni la voce da ascolatre è quella di Giovanni Pesce che dal 1979 ad oggi ha guidato l’associazione militare del paese. Ci sendiamo comodi al tavolo per bere l’aperitivo, un bel gatto siamese cerca una carezza, e si parla di alpini e di Condove.

Ti ricordi la tua elezione?

“Certo era dicembre del 1979, avevo 40 anni. Un gruppo numeroso più di 120 soci tutti usciti dalla Truppe Alpine. C’era anche un reduce della Prima Guerra …Cesario Gagnor. Tanti della Seconda Guerra e noi najoni.”

Dov’era la sede?

“Non ne avevamo una nostra ci trovavamo al centro Don Vigliongo poi venne l’idea di renderci autonomi. La Sitaf dismetteva un prefabbricato e noi lo acquistammo per 150 mila Lire. Il terreno fu donato per metà dalla famiglia Mosso e dal Comune. Noi facemmo la soletta i muri laterali e la cucina. Nel 1995 inaugurammo la sede intitolata ad una nostra medaglia al valor militare”.

Non vi fermaste alla sede?

“No. Pochi anni dopo ecco l’idea del monumento dopo una volta c’era il quartiere militare. L’amico artista Longo disegno le formelle che poi furono realizzate in fonderia. Altre ore di volontariato e lavoro e nel 1999 inagurammo il monumento agli Alpini; e non fu l’ultimo”.

Racconta.

“A Mocchie c’era da costruire il monumento alla Montagna e noi facemmo le fondamenta e la base, insomma mai fermi”.

Le adunate?

“Tutte. Si partiva con più macchine e una tenda nel baulotto. Dove si trovava si dormiva senza problemi. Ricordo ad Udine che una signora ci ospitò nel locale caldaia, adunate con il sole, con la pioggia, con il caldo e il freddo. L’imporatante era stare insieme condividere”.

Chi ricordi in particolare del Gruppo?

“Ognuno in modo speciale, tutti. Ogni socio mi ha donato amicizia, valori e comunità. Centinaia di condovesi, ogni Alpino con una storia, una speranza la voglia di donarsi per il paese. Davvero non saprei indicarne alcuni e non altri; il bello del Gruppo è prorio questo”.

Adesso Giovanni si è congedato per la seconda volta, la prima fu nel 1962, ma già mette le mani avanti. “Il nuovo Capogruppo mi ha già detto che dovrò dare una mano e che non ho affatto ricevuto il congedo illimitato“. Vero.