Alta Valsusa: attenzione concentrata sulla variante di cantiere TELT. L’Unione Montana “Attenti a tutti gli elementi per la mitigazione degli impatti” Ieri sera a Salbertrand serata dei tecnici Notav, presenti anche gli amministratori locali. Il ricercatore del Politecnico Alberto Poggio: "Assurdo portare qui lo smarino facendo andare i camion a Susa"

Chiomonte -La Maddalena: layout della variante definitiva del cantiere TELTChiomonte -La Maddalena: layout della variante definitiva del cantiere TELT

SALBERTRAND – Dopo la conferenza dei servizi di inizio settimana la variante di cantiere TELT di Chiomonte continua ad essere al centro delle attenzioni della politica e delle amministrazioni locali in Alta Valsusa. Martedì sera, dopo la conferenza dei servizi, si è tenuto un incontro fra Sindaci e, TELT e Commissario di Governo, a tema proprio la variante di cantiere. Ieri sera invece la Conferenza pubblica dei Tecnici Notav, che supportano l’Unione Montana (Bassa) Valle Susa versus la Nuova Linea Torino Lione. Argomento principale  in questa occasione la cantierizzazione che interesserà la piana  di Salbertrand.

Per quanto riguarda l’Unione Montana Alta Val Susa, dopo il doppio incontro istituzionale di martedì scorso, il suo Presidente Piero Nurisso, Sindaco di Gravere – presente anche ieri sera all’incontro del gruppo tecnico Notav – ha ribadito la sua “soddisfazione per la accoglienza della richiesta di accogliere tutte le osservazioni alla variante anche fuori i termini”. “Noi  – prosegue Nurisso – avevamo chiesto – intendo come Unione – tempo fino a novembre, pur sapendo che la cosa era un po’ fuori dai paletti di legge. Questa dilazione e la possibilità di interloquire direttamente sai con i tecnici dell’Osservatorio, che con TELT per i chiarimenti utili a presentare osservazioni concrete ci dà spazio e va nel senso di quello stile di collaborazione istituzionale cui siamo abituati per prassi. La stessa cosa era stata chiesta peraltro dal Consiglio Comunale di Chiomonte e dal Sindaco Ollivier.   

E’ chiaro che siamo in una fase delicata. L’unica cosa di cui non ha nessun senso oggi parlare è di opzione zero sull’opera. Quel che dobbiamo fare, e bene, tutti insieme è una attenta valutazione di tutti gli elementi, per arrivare alla miglior cantierizzazione, possibile, a lavori che impattino il meno possibile sul territorio,  trovando tutte le soluzioni necessarie a mitigarne gli effetti in corso d’opera e poi a tunnel di base in esercizio.  E – se possibile – anche a ottenere il meglio sul piano occupazionale delle imprese e delle maestranze locali. La Francia fa scuola.

Per arrivare a questo nessuna preclusione ideologica. Siamo disponibili anche a valutare proposte concrete e logicamente fattibili, da chi sulla carta è  aprioristicamente Notav, ma poi è disposto ad affrontare questioni di merito. Fermo restando che le amministrazioni presenteranno le loro osservazioni, ma che anche un singolo cittadino se vuole può farlo”. 

Ollivier, Garavelli Piero Nurisso

Silvano Ollivier, Massimo Garavelli e Piero Nurisso con la Segretaria e il funzionario Valter Re dell’Unione Montana Alta Valle Susa

La conferenza dei Tecnici Notav a Salbertrand

Alla conferenza del TecNoTav Tour – al salone polivalente di Salbertrand,  sotto l’egida del marchio Pro Natura Valsusa – ha presenziato  un centinaio di persone, compreso il leader storico Alberto Perino, ma a condurre le ralzioni è stato prevalentemente l’ingegner Alberto Poggio, uno dei consulenti tecnici  dell’Unione Montana Bassa Valle., che ha presentato dati e contenuti della variante prodotti da  TELT.

Fatta una breve carrellata sulle precedenti fasi di progetto, su costi, traffici merci – che per i Notav non sussitono a giustificare il tunnel di base –  Poggio ha insistito citando dati di ALPINFO “sull’aumento di trasporto merci degli altri valichi e tunnel di base alpini, che invece sono in controtendenza per il Frejus e  della sua possibilità “di migliorare e rendere più razionale sfruttamento,  visto che RFI afferma che è perfettamente a norma e che non servono al momento gallerie di sicurezza per rendere sicuri i passaggi”. Il ricercatore del Politecnico ha poi anche ribadito come “TELT diventando in futuro poi operatore unico, secondo l’attuale legislazione potrà lavorare in piena autonomia e  stabilire se la gestione della tratta storica sia economicamente sostenibile e nel caso quali limitazioni apportare alle sue spese di esercizio”.

Ma l’argomento principale ovviamente è stato il cantiere di lavorazione, riutilizzo e trasporto dello smarino di Salbertrand, localizzato presso lo scalo ferroviario, ove ora insite già un sito di lavorazione di una società che fra l’altro ha prodotto i conci per la seconda canna del tunnel autostradale del Frejus .

“Qui nella piana di Salbertrand – ha detto Poggio – in questo cantiere dovrebbero venire trattati circa 3,6 milioni di metri cubi di materiali provenienti dal cantiere di Chiomonte. E questi   questi verrebbero trasportati per mezzo di 227.000 viaggi di camion. Senza contare che nell’insieme del materiale estratto, dovrebbero essere stoccati all’interno delle gallerie dismesse circa 130.000 metri cubi  di rocce amiantifere o contenenti arsenico. E che mancano nei dovcumenti di TELT , nel cronoprogramma presentato, tutte le fasi inerenti il cantiere di Salbertrand.  Tra Susa e Chiomonte  – per Poggio – ogni camion passerà 4 volte per un totale di circa 700.000 passaggi e per la durata del cantiere, verranno percorsi dagli automezzi pesanti nel tratto Chiomonte Salbertrand circa 22 milioni di kilometri”.

Secondo quanto da lui esposto: “l’autorizzazione di installare il cantiere di Salbertrand verrà  in definitiva data unicamente dal Prefetto sotto la sua diretta responsabilità con la giustificazione dei “problemi di sicurezza”, perché in realtà la costruzione del cantiere di Salbertrand non ha nessuna giustificazione accettabile come miglior sito o come sito più idoneo per dette lavorazioni a causa del suo inserimento in un tratto di Valsusa molto stretto ed in presenza delle fasce fluviali che cingeranno il cantiere”. 

Sempre secondo  Poggio “c’è il precedente che il tutto il materiale proveniente da Chiomonte non è stato finora utilizzato a causa della sua scarsa qualità e questo significa per lui che quasi tutto il materiale che verrà poi estratto successivamente verrà portato a discarica”.  Inoltre per lui  “la valutazione di impatto sanitario – la VIS – è stata eseguita in modo incompleto è sbagliato, senza  minimamente tenere in conto l’impatto sul degrado della salute dei cittadini apportato dai lavori fino ad ora eseguiti  e sulla mancata valutazione a livello di monitoraggio ante operam di quanto fossero i valori antecedenti l’inizio del cantiere della Maddalena”.

Salbertrand: layout del cantiere TELT di lavorazione dello smarino

Salbertrand: il layout del prossimo cantiere TELT dove verrà lavorato lo smarino, presso lo scalo ferroviario

Dopo di lui ha poi preso la parola l’ ingegner Roberto Vela  – altro tecnico del gruppo dei Comuni Notav – che ha  evidenziato a suo dire “la carenza di informazione su come i materiali estratti dal sito di Chiomonte verranno analizzati alla ricerca degli inquinanti prima del loro trasporto nel sito di trasformazione di Salbertrand.  Manca  – per Vela – l’evidenza di chi esegue i controlli degli inquinanti durante l’arco delle ventiquattro ore e del potere ispettivo degli organi di controllo. Il progetto – però – è redatto abbastanza bene nonostante in qualche punto esso sia carente, ma il problema saranno le Imprese appaltatrici che a causa dei ribassi non riusciranno a far quadrare i conti e poi ci sarà come al solito lo scarso controllo da parte della Direzione Lavori e degli organi competenti deputati ai controlli”.

Sono intervenuti anche il guardaparco  Luca Giunti che ha annunciato che il Parco Alpi Cozie presenterà svariate osservazioni sull’habitat delle sponde del fiume Dora Riparia a Salbertrand, che metterà in evidenza l’inquinamento luminoso e rumoroso, la barriera fisica al movimento degli animali del Parco che vogliono attraversare la Dora. Osservazione osservazioni che – si dice sicuro dal Minambiente – verranno poi trasformate in prescrizioni per un numero da un minimo di 120 a circa 220″ . A fine lavori, per Giunti,  il sito sarà ripristinato e piantumato ma la successiva manutenzione sarà a carico del Comune di Salbertrand.

Più apocalittico e catastrofico nucleare Mario Cavargna di Pro Natura : “durante l’estrazione dei materiali da Chiomonte, potranno essere estratti minerali uraniferi e che questi, misti alle rocce e polveri potranno raggiungere l’impianto di Salbertrand senza essere rilevati”.  Perché, ha detto l’imprenditore svizzero – bussolenese “come riportato da articoli di giornale, l’uranio a Salbertrand ha già ucciso. Nel cunicolo della Maddalena la misurazione del gas Radon ad un certo punto è stata abbandonata perché ritenuta non più necessaria. Vedremo poi risultati…”. 

Alberto Perino  ha detto invece che “Salbertrand ha già avuto brutti risultati dai cantieri, ad esempio con l’impianto di Pont Ventoux ha perso l’acqua dell’acquedotto e che in seguito a ciò l’attuale acqua viene pompata all’Eclause prelevandola da pozzi in Dora”. Peraltro a questa affermazione apodittica dal pubblico si è alzato un residente che gli ha dato del bugiardo dicendogli che “se le cose non le sa non se le inventi”.

Altro battibecco col pubblico poi sul Serre la Voute: Perino ha parlato della frana di Serre la Voute “che nel 1957 ha portato via il ponte ferroviario” ed è di nuovo stato ripreso sonoramente da alcune persone del paese che gli hanno ricordato  “che la ferrovia non era stata toccata, semplicemente la frana aveva portato via la strada statale, dove oggi esiste ancora la nuova sede su un couloir di quella frana”.

Perino dopo aver parlato di “intercettazioni e infiltrazioni mafiose nel cantiere superprotetto di Chiomonte” ha detto ancora “dei camini che rimarranno in Clarea pompando all’esterno aria a 50 gradi centigradi la quale cambierà il microclima della zona permettendo la coltivazione di limoni ed ulivi”.

La replica del Sindaco Riccardo Joannas

Sollecitato dai partecipanti è intervenuto anche il Sindaco di Salbertrand Riccardo Joannas che ha ribadito  che “in Comune sono disponibili per i cittadini le copie della VIS , Anche se   Perino è reintervenuto dicendo che “tanto la Valutazione VIS è non stata eseguita dall’Università ma da un Professore  (ovvero il professor Enrico Pira  Ordinario di Medicina del Lavoro dell’Università di Torino ndr )  appositamente incaricato da TELT,  il quale che ha eseguito le perizie per gran parte delle imprese accusate in altri cantieri di grandi inquinamenti”.

Joannas ha poi ribadito che per Salbertrand “è importantissimo ripristinare e riqualificare il sito in oggetto e che  il problema dell’occupazione è prioritario; inoltre auspicando che in zona ricadano su specifici progetti i fondi delle compensazioni , per le quali il Comune ha oggi molti più titoli a reclamarli di Susa”.

Poggio gli ha replicato  che il Sindaco di Susa pur non essendo favorevole all’opera otterrà molti più fondi di compensazione di Salbertrand, che avrà sul suo territorio soltanto l’inquinamento prodotto dalle lavorazioni”.

Posizioni poco conciliabili e anche molto distanti dalla realtà. Non una però ribadita proprio dal tecnico Notav:  “la assurdità di chi per portare i materiali a Salbertrand li fa passare da Susa”. Omettendo però di dire che il cantiere a Susa, dove lo smarino non avrebbe fatto un metro su gomma, è “saltato”  essenzialmente per le minacce costanti – non certo portate dai residenti di Salbertrand –  e relative conseguenze di ordine pubblico che ne ha dissuaso la normale realizzazione già pianificata, come era logico fosse, e non certo per ghiribizzi ingegneristici… Quelli si poi costretti progettarsi ora per scavare alla rovescia da Chiomonte un tunnel di base che uscirà a Susa comunque.

 

L'ingegner Alberto Poggio del TecNoTav Tour

L’ingegner Alberto Poggio del TecNoTav Tour