L’Alveare di Bardonecchia ospita i campi E!STATE LIBERI Uno dei campi estivi di Libera si tiene nel bene confiscato alla mafia di Bardonecchia

L'Alveare ospita E!STATE LIBERI, i campi estivi organzizati da LiberaL'Alveare ospita E!STATE LIBERI, i campi estivi organzizati da Libera

BARDONECCHIA – Dal 3 al 9 luglio si svolge nel bene confiscato di Bardonecchia, affidato all’Associazione Liberamente Insieme, uno dei tre campi estivi E!STATE LIBERI piemontesi organizzati da Libera Piemonte.

L’Alveare di Via Medail ospita 24 ragazzi provenienti da tutta Italia per educarli alla legalità e alla cittadinanza attraverso lavori di manutenzione, attività manuali, giochi, interventi e uscite sul territorio.

I ragazzi hanno dai 14 ai 18 anni e sono accompagnati da 3 animatori, che come primo obiettivo hanno quello di far passare ai giovani una settimana all’insegna del divertimento e dell’informazione.

24 ragazzi sono a Bardonecchia per la formazione alla Legalità

24 ragazzi sono a Bardonecchia per la formazione alla Legalità

La struttura delle giornate

Al mattino i ragazzi praticano lavori manuali all’interno dell’Alveare, e contribuiscono alla manutenzione delle aree comunali: dipingono muri e staccionate, costruiscono arredamenti con materiali di recupero, danno impregnante agli infissi, raccolgono frutta e prodotti dall’orto.

Il pomeriggio invece è dedicato alla formazione, tenuta o dagli animatori o da ospiti come testimoni di giustizia, volontari di Libera e Acmos, giornalisti,  che con la loro esperienza educano i ragazzi all’antimafia. Ascolteranno testimonianze sulla storia del bene confiscato alla ‘ndrangheta e impareranno il significato di agire legalmente e di vivere in una collettività.

La sera le attività si concentrano sullo svago e sul divertimento.

I ragazzi sono divisi in corvée, gruppi di lavoro che a turno si occupano della gestione della casa, suddividendosi le mansioni da svolgere e instaurando un rapporto collaborativo. La cucina, la pulizia degli spazi comuni e la spesa sono interamente gestiti dai ragazzi in maniera autonoma.

Suddivisione delle corvée

Suddivisione delle corvée

Storia del bene confiscato

Francesco Salvatore Mazzaferro venne indicato come capo della cosca Mazzaferro riconducibile alla ‘ndrangheta. Il Tribunale dipinge Mazzaferro come “un soggetto che fin dall’età giovanile imboccò la strada del crimine indirizzandosi verso i settori criminali più tipicamente mafiosi (estorsioni, traffici di stupefacenti etc.)”.

In data 4 luglio 1994 il Tribunale di Reggio Calabria dispose il sequestro su numerosi beni rientranti nella disponibilità della famiglia Mazzaferro. Tra questi figurano anche beni di proprietà della moglie di Francesco Salvatore Mazzaferro e di fatto rientranti nella disponibilità del proposto. La confisca diviene definitiva in data 07 febbraio 2001.

Il bene di Bardonecchia è destinato ad ospitare un albergo sociale gestito in collaborazione dal comune e dall’Agesci. All’ingresso del bene verrà allestito anche un settore informativo sui beni confiscati in Piemonte, per diffondere ancora di più l’informazione sulla lotta alla criminalità organizzata. Per questo progetto, nel maggio 2011, è nata l’associazione Liberamente Insieme, che ha iniziato i lavori di ristrutturazione all’inizio del 2013. L’Alveare è stato inaugurato il 22 ottobre 2016.

Questo slideshow richiede JavaScript.