Amatrice: i nostri Alpini salvano quadri e beni artistici nelle Chiese del paese I Volontari della Protezione Civile della Valsusa con i Carabinieri e le Soprintendenze

I volontari Alpini ad AmatriceI volontari Alpini ad Amatrice

AMATRICE – Dopo il terremoto, la prima assistenza e l’allogiamento dei sopravvissuti al terremoto, adesso nei paesi del Lazio colpiti dal sisma è il tempo della lenta e laboriosa progettazione per la ricostruzione. Il primo passo è il recupero dei beni architettonici e artistici andati distrutti. La ricerca, messa in sicurezza e catalogazione richiederà molti mesi di lavori ma, ne sono esempio le volte della Chiesa Inferiore di Assisi, la ricostruzione delle opere d’arte è possibile. Sul campo per lavorare sotto la direzione delle Soprintendenze dei beni Artistici e del Paesaggio, e il Nucleo Tutela dei Carabinieri, il Nucleo Rocciatori dell’Associazione Nazionale Alpini. Sono proprio loro, che a turni, stanno faticosamente ritrovando, trasportando e archiviando i beni di Amatrice. Migliaia di frammenti, capitelli, fregi e architetture dei palazzi e della case nobili, quadri, sculture e beni materiali negli edifici sacri. Un lavoro paziente, attento e di massima fiducia che gli Alpini stanno compiendo incuranti del freddo e delle pessime condizioni ambientali. In questi giorni sono al lavoro quattro uomini della Val Susa: Giorgio Gambelli, Mario Riz, Mario Gianevello e Alessandro Albertelli. “Qui si arriva anche a meno nove, meno dieci gradi sotto zero – dice Gambelli raggiunto al telefono – il lavoro è tantissimo e difficile. Ogni pezzo va trasportato e catalogato per un futuro restauro. Ogni tela o scultura prende posto al sicuro in attesa dei restauri. E’ un lavoro immane che faremo a turno divisi in gruppi provenienti da tutta Italia della Protezione Civile degli Alpini“. La pratica non manca a questi uomini, che più volte l’anno si esercitano per salvare vite in montagna tra dirupi e canaloni, ora stanno salvando il nostro patrimonio artistico da una probabile sciacallaggio o peggio dall’oblio.