Gli amministratori delle due Savoie scrivono alla Ministra dei trasporti francese Borne: “La Torino-Lione fondamentale per la qualità dell’aria delle Valli alpine” "Les Grands Elus", un fronte comune da Cha­monix alla Maurienne, passando per i Presidenti dei due Dipartimenti savoiardi chiede di accelerare il progetto definitivo della tratta nazionale francese

Hervé Gaymard  e Christian Monteuil, persidenti dei Conseil Géneral dei Dipartimenti  Savoie e Haute SavoieHervé Gaymard e Christian Monteuil, persidenti dei Conseil Géneral dei Dipartimenti Savoie e Haute Savoie

CHAMBERY – Sul tavolo della Ministra francese  dei Trasporti Élisabeth Borne è arrivata una lettera spedita nei giorni scorsi e che porta la firma di 11 “calibri” pesanti della politica dei due dipartimenti della Savoia, che preoccupati per la “pausa” annunciata all’inizio di luglio sui grandi progetti infrastrutturali, senza aver messo a cassa e a bilancio pluriennale il loro finanziamento, tra cui la tratta nazionale transalpina della Torino-Lione chiedono allo Stato (leggasi Macron) e al Governo di Édouard Philippe di mettere rapedamente mani al dossier ferroviario in questione.

E lo fanno in vista di due importanti appuntamenti: le Assises de la Mobilité, che saranno lanciate il 19 settembre prossimo  a Parigi e proseguiranno fino a dicembre. Una sorta di stati generali con l’idea di associare attori di mobilità a tutti i livelli per “identificare le aspettative entro il 2030” e “per portare nuove soluzioni”. Cittadini, aziende, tra imprese di avvio, ONG, associazioni e rappresentanti eletti saranno invitati a parlare e guidate da un gruppo di parlamentari. Una grande consultazione nazionale, promette il Dipartimento dei Trasporti.L’altro è il vertice Francia-Italia sui Trasporti di Chambery del 28 settembre prossimo fra Gentiloni e Macron, e i loro Ministri, Borne e Delrio.

Le firme in calce alla lettera scritta alla Ministra Borne

I nomi sono illustri, il Gotha della amministrazione locale e rappresentativa dell’arco alpino che va dalla Maurienne al Monte Bianco:  Hervé Gaymard, Presidente del Consiglio del Dipartimento della Savoie (73); Michel Bouvard, suo vice, con delega alla Torino-Lione; Michel Dantin, Sindaco di Chambéry; Xavier Dullin, Presidente di Chambéry Métropole Cœur des Bauges; Christian Monteil, Presidente del Consiglio del Dipartimento Haute-Savoie (74); Jean-Luc Rigaut, Sindaco di Annecy; Jean-Pierre Vial, senatore della Savoie; Émilie Bonnivard e Patrick Mignola, deputati della Savoia; Eric Fournier, vice-presidente del Consiglio Regionale Auvergne-Rhône-Alpes Yves Durbet, presidente del Syndicat du pays de Maurienne.

Le motivazioni della lettera dei politici savoiardi e il suo contenuto: tir e inquinamento nelle Valli il motivo principale per non “perdere” tempo

Le motivazioni di questo intervento politico unitario sono state spiegate chiaramente in un intervento a Radio Mont Blanc da Christian Monteil, il Presidente della Haute Savoie che ha preso una posizione netta, spiegando chiaramente le argomentazioni inviate a Parigi.

“Il termine “pausa” ci preoccupa anche solo come significato della parola – ha detto Monteuil perché il  termine comporta un rallentamento, anche se non è un arresto. Io e il collega Hervé Gaymard insieme agli altri eletti, chiediamo di mettere tutta l’attenzione del Governo su questo dossier che è fondamentale per i nostri territori alpini. Nella lettera ricordiamo tutti gli impegni presi dai territori della Savoia e dell’Alta Savoia per cercare di migliorare la qualità dell’aria e liberare le valli dall’inquinamento dei traffici commerciali dei mezzi pesanti. Per questo è fondamentale  sviluppare appieno l’asse della Torino- Lione, senza rallentamenti di sorta. E’ un progetto indispensabile per le Alpi e il loro sviluppo, ma ora che la questione complessiva della programmazione del dossier nazionale sui grandi progetti di trasporto è in mano allo Stato, noi chiediamo in questa lettera molto chiara al Ministro Borne, di non indugiare su questo progetto e completarne la progettazione e programmazione nei tempi previsti”.”

Ricordando che è in corso il lavoro sulla sezione transfrontaliera, il tunnel di base, gli eletti savoiardi chiedono che il Governo di Parigi  che “le incertezze che si sono verificate sulla tratta nazionale siano risolte al più presto”. Perché “è passato molto tempo dopo che la Torino-Lione ha superato la fase del progetto in attesa del lancio ed oggi occorre fare chiarezza sul sistema trasportistico nel suo complesso in vista del 2030”.

L’argomento principale su cui sono d’accordo dal sindaco di Chamonix a quello di Modane è che l’asse ferroviario della Nuova Linae Torino -Lione è un collegamento cruciale per per i trasporti europei, che va a colmare il gap della inadeguatezza delle infrastrutture esistenti. La loro lettura – evidenziata nella lettera mandata alla Borne –  è che questo gap di adeguate strutture su ferro nelle Alpi italo-francesi  è “tanto più svantaggiosa visto che gli altri Paesi alpini stanno costruendo infrastrutture sotterranee per il trasporto merci”. E citano gli assi Austria, Italia, Slovenia. E soprattutto la Svizzera, che “ha appena inaugurato due importanti tunnel ferroviari sotto le Alpi, anche se la sua rete ferroviaria storica era in grado di gestire la maggior parte dei trasporti di merci in transito”. E per contrastare l’argomento degli oppositori alla Torino-Lione che la linea  non avrebbe alcun effetto sullo spostamento modale del trasporto merci fanno questo esplicito riferimento: “Nel 2016, anno della messa in servizio del Gottardo, la Svizzera ha registrato un livello record dei trasporti internazionali di merci … mentre ha fissato contemporaneamente un record per il calo del numero di veicoli commerciali pesanti che attraversano le Alpi, ora sotto i 1 milione di mezzi totali”.

Un tratto delle discenderie accessorie del cantiere TELT di Saint Martin de La Porte

Un tratto delle discenderie accessorie del cantiere TELT di Saint Martin de La Porte

Il secondo argomento su cui insistono maggiormente i politici locali savoiardi è quello ambientale, della qualità dell’aria, in linea con i Protocolli della Convenzione delle Alpi. Qualità dell’aria che è interdipendente nei due Dipartimenti, 73 e 74. E  – aggiungiamo noi – ovviamente anche con la Valsusa e la Valle d’Aosta.  “Nel caso di restrizioni alla circolazione di veicoli pesanti in una Valle che conduce all’Italia – dicono i firmatari della lettera –  i flussi sono orientati meccanicamente verso l’altro. Si tratta innanzitutto di dare attuazione ad un collegamento mancante all’incrocio delle Alpi per offrire una soluzione non più prorogabile antinquinamento e a favore del turismo alpino e della qualità della vita dei residenti relativa al trasporto delle merci“.

Pur consapevoli delle “difficoltà che possono esistere per mobilitare le risorse finanziarie a lungo termine per finanziare tutte le infrastrutture di trasporto in Francia”, i rappresentanti delle comunità savoiarde – ricordato alla Ministra Borne che “il collegamento è essenziale perché il tunnel attuale che collega Modane a Bardonecchia risale al 1853 e  la sua messa in servizio nel 1871, lo rende un’opera totalmente inadatta per il trasporto di oggi e domani”  sottolineano anche la nuova linea “ha i requisiti per soddisfare le esigenze di trasporto quotidiane”, istituite come nuova priorità dal governo francese. E  assicurano che risolverà le “questioni relative ai servizi di passeggeri anche a livello regionale, grazie ad un uso misto delle nuove infrastrutture create”.

Per quanto riguarda le soluzioni finanziarie per coprire tali costi, dalla Savoia si dicono favorevoli a sostenere la revisione della direttiva Eurovignette. Dal momento che il loro governo sta cercando di ottenere dei risparmi sulla progettazione della tratta nazionale, i rappresentanti delle due Savoie suggeriscono “una forma di tassazione sui trasporti su gomma per contribuire a finanziare le opere necessarie a completare la tratta Saint Jean de Maurienne-Chambery” .
Al di là di Lione-Torino, è stato anche adottato un approccio per adottare le stesse restrizioni e le stesse azioni per la qualità dell’aria su un asse Chambéry-Annecy-Chamonix. “C’è una vera volontà di lavorare insieme”, osserva uno. La riflessione potrebbe essere completata nel prossimo mese.

Nel 2016 il volume del trasporto merci transalpino (strada e ferrovia) ha raggiunto un nuovo record storico di 209,4 milioni di tonnellate (Austria,Svizzera, Francia e Italia). Di queste 42,4 milioni di tonnellate di merci ha attraversato il confine tra la Francia e l’Italia, che è il secondo partner commerciale della Francia. Ma oltre il 92% su TIR.

Una coda di Tir diretta a Chamonix

Una coda di Tir diretta a Chamonix