Anche a Giaveno il lavoro gratuito dei richiedenti asilo La Lega: "Efficiente verso i richiedenti asilo e lenti con gli italiani in difficoltà"

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GIAVENO. L’argomento è all’ordine del giorno in molti comuni: il lavoro di compensazione, ovvero non retribuito, dei richiedenti asilo. Le posizioni politiche sono divergenti tra chi ritiene essere una buona causa d’inserimento sociale e chi vede con critica questa operazione. Secondo lo Stato il Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati intende andare oltre l’accoglienza, mettendo a punto una vera e propria politica d’integrazione nella quale saranno protagonisti soprattutto i comuni. A tal fine saranno attivati dei progetti di volontariato utile. La Lega Nord Valsangone a tal proposito è molto chiara e in un comunicato scrive: “Non vogliamo colpevolizzare certo l’Amministrazione, vogliamo sottolineare però come la macchina Stato sia sempre piuttosto efficiente verso i richiedenti asilo e molto molto lenta e farraginosa quando si parla degli italiani in difficoltà. Anzi negli incontri avuti col Sindaco Carlo Giacone egli stesso ha sottolineato più volte come abbia una grande preoccupazione per i suoi concittadini in sofferenza. Peccato che però poi sembra non sia mai possibile fare niente per i cittadini giavenesi e questo non ci piace. Anzi riteniamo che sia necessario uno sforzo in più. Siamo convinti che si può fare e si debba fare di più”. I leghisti spiegano meglio il loro dubbi: “Ribadiamo, per l’ennesima volta, come su questo argomento ci permettiamo di dissentire. Il motivo è presto detto: riteniamo che questa forma di lavoro non sia in grado di garantire una forma seria e concreta di integrazione, che dovrebbe essere il vero obbiettivo di queste associazioni di accoglienza. Non ci piace per le, seppur piccole, spese di attrezzature a carico del comune. Non ci piace perché è l’ennesima operazione buonista per giustificare una gestione fallimentare del fenomeno immigrazione a livello statale, forse per coprire il dissenso per i fiumi di euro che stiamo spendendo (che non sono usati per gli immigrati, ma per arricchire chi li ospita). Del resto le sanzioni che l’Europa ci sta infliggendo e l’obbligo di creare degli Hot Spot sono una testimonianza più che sufficiente e che va oltre quella che potrebbe essere la nostra critica politica”.