Andrea Tragaioli, sindaco di Rosta Il Primo Cittadino tira le somme di quanto fatto nei suoi due mandati

tragaioli

ROSTA – Classe 1977, rostese di nascita, laureato in Economia Aziendale marito e padre di due bimbi, il primo cittadino di Rosta Andrea Tragaioli concluderà il suo secondo mandato nel 2017. Un sindaco giovane e pieno di energie che ogni mattina all’alba va a correre per le strade del suo paese, con occhio vigile e attento a non farsi sfuggire un lampione mal funzionante o qualche altro problema. Dovrò stare molto attenta a non dargli del lei perchè già al momento delle presentazioni sono stata simpaticamente redarguita.

Com’è iniziato il tuo percorso in comune?

Da sempre reputo centrale mettermi a disposizione degli altri, infatti sono stato Presidente della Consulta Rostesi con la quale ho organizzato eventi di beneficenza. Ho poi intrapreso la mia gavetta in comune nel 2002 come Consigliere Comunale delegato alle associazioni e politiche giovanili; nel 2004 sono diventato Assessore sotto l’amministrazione di Paolo de Nigris, occupandomi di lavori pubblici, associazioni, politiche giovanili e protezione civile. Negli anni 2005 e 2006 ho ricoperto il ruolo di Vicesindaco e dal 2007 sono sindaco. Nel 2017 concluderò il mio secondo mandato.

Parliamo di Rosta e di questi ultimi 9 anni di Amministrazione.

Rosta è il 47° comune con maggior reddito pro capite ed il primo in Valsusa e molte famiglie da fuori scelgono di venire a vivere qui. E’ inoltre molto ben servita, si pensi alla linea SFM3 che ogni ora prevede un treno da e per Torino. Abbiamo inoltre una meravigliosa collina morenica che ospita il Parco de Benedetti e ogni fine settimana attrae numerosi visitatori che si dedicano al trekking o alla mountainbike; su di essa abbiamo voluto mantenere il vincolo di inedificabilità perchè riteniamo importante la salvaguardia del verde.

Parlami delle tue amministrazioni.

Personalmente ritengo imprescindibile il contatto con la gente e l’impegno a dare risposte ai cittadini: a tutti i livelli di Amministrazione è necessario scendere dal palazzo alla piazza, valorizzando l’ascolto e la territorialità. Posso dire che in questi due mandati, grazie alla mia squadra, abbiamo portato a compimento i progetti e le opere fondamentali che ci eravamo prefissi. Traguardo molto importante che abbiamo raggiunto è stato l’estinzione di quasi tutti i mutui, infatti lascerò al Sindaco entrante le chiavi di un Comune con il bilancio a posto. Nel periodo 2010-2011 abbiamo investito nel dotare le strutture comunali di pannelli fotovoltaici, il che produce oggi una rendita pari a 70/80 mila euro. Ritengo infatti che dovere di un amministratore sia essere un imprenditore-politico, la mia mission infatti è sempre stata quella di captare le opportunità e far entrare nel circuito nuove risorse. I capisaldi del nostro programma elettorale ruotavano intorno alla sicurezza, sia attiva sia passiva, ad esempio si pensi alla realizzazione di un buon sistema di illuminazione pubblica che faccia da deterrente alla criminalità; ai 2 km di marciapiedi per la sicurezza dei pedoni o alla rotatoria che collega alla precettoria di S.Antonio di Ranverso riducendo di molto il rischio di incidenti. In questa decade, come la passata Amministrazione, non abbiamo apportato sostanziali modifiche al piano regolatore volendo mantenere la caratteristica conformazione a villette a schiera. Altro progetto è stato lo stravolgimento del sistema di raccolta rifiuti, passando dal porta a porta alla realizzazione di isole di prossimità. Questo sistema funziona molto bene e poggia le sue basi su ragioni non solo estetiche ma anche di risparmio e di riduzione dell’inquinamento. Molto sentite sono inoltre le politiche volte a fasce d’età sensibili come i giovani e gli anziani. Abbiamo puntato molto sulla scuola e lo sport e vantiamo infrastrutture sportive oggi fruite anche da persone provenienti da altri comuni, come il Palazzetto. Contiamo poi un gran numero di associazioni come la Pro loco e gli Alpini, con cui il dialogo è aperto e si riscontra ampia disponibilità da ambo le parti.

Descrivimi i rostesi.

Innanzitutto va fatto un distinguo. Ci sono le vecchie famiglie portanti che hanno dato vita e sostanza a Rosta, consentendone l’evoluzione da paese rurale a ciò che è oggi. Il rostese è una persona dedita a lavoro, famiglia e anche Chiesa: la tradizione cattolica è molto sentita. Vi sono poi i nuovi arrivati ossia tutte le famiglie che scelgono di fare di Rosta la propria casa. Inizialmente non è semplice coinvolgerli nel tessuto locale, ma negli anni ci siamo riusciti organizzando sagre paesane ed eventi di aggregazione come la festa degli abiti da sposa, “Rosta’s got talent”, o il mercato Coldiretti che è sempre luogo di incontro. Il rostese non chiude mai le porte bensì le apre ai nuovi arrivi. Personalmente ho piacere di poter fare conoscenza con i nuovi cittadini, che spesso se ne stupiscono perchè magari abituati alle grandi città dove talvolta sono solo dei “numeri di matricola” o dei meri elettori.

Cosa farai dal 2017?

Mi metterò a disposizione per collaborare con la nuova Amministrazione per dare un senso di continuità e mettere a disposizione la mia esperienza ed i miei contatti. Auspico che ci sia molta gente giovane.

Ed ora una domanda indiscreta: dove hai apposto il tuo primo voto e dove l’ultimo?

Democrazia Cristiana, poi ho sempre votato Forza Italia.