Giaveno: alla Cappella dell’Angelo della Pace la celebrazione in memoria dei Caduti Tradizionale appuntamento a Colpastore nel giorno del Lunedì dell'Angelo

Don Giani Mazzali celebrala Santa Messa alla Cappella dell'Angelo della Pace in ricordo dei caduti di tutte le guerre.Don Giani Mazzali celebrala Santa Messa alla Cappella dell'Angelo della Pace in ricordo dei caduti di tutte le guerre.

GIAVENO – Si è svolta il 17 aprile la tradizionale festa alla Cappella dell’Angelo della Pace, commemorazione dei caduti di tutte le guerre che si tiene ogni anno il giorno del Lunedì dell’Angelo presso il colle più alto di Colpastore, organizzata dal gruppo Alpini Giaveno-Valgioie  e dai Priori di Colpastore.

La Santa Messa è stata celebrata da Don Gianni Mazzali, prevosto di Sangano e Villarbasse, ed è iniziata con il canto Regina Coeli, intonato  dalla cantoria parrocchiale di Sangano, la quale ha accompagnato l’intera funzione.

Il Parroco ha commemorato con parole di affetto e riconoscenza i caduti di tutte le guerre e i conflitti che segnano il mondo, nonchè i soldati impegnati nelle missioni di Pace. Celebrando l’Eucaristia Pasquale Don Gianni ha pregato anche per i vivi, ricordando tutti coloro per i quali la Pasqua non è gioia, poichè si trovano lontani da casa.

Il discorso del Sindaco di Candiolo

Dopo  la celebrazione, nel piazzale antistante il tempietto gremito di fedeli e Amministratori Comunali della Val Sangone, il Sindaco di Candiolo Stefano Boccardo ha tenuto un’orazione ufficiale per commemorare le vittime di tutti i conflitti.

Con uno sguardo al presente, Boccardo ha citato le parole di Papa Francesco secondo cui
è in corso una Terza Guerra Mondiale, solo con sembianze diverse perchè si svolge a pezzi in giro per il mondo. “Confrontando le immagini di Aleppo, città simbolo di questa guerra, non è semplice scorgere differenze con le fotografie che ritraggono Amatrice, ma la differenza c’è: da una parte vediamo un inferno causato dalla mano dell’uomo, mentre dall’altra la forza della natura. Cosa fare per risolvere questi conflitti? Non ho una ricetta per trovare una soluzione a tutto ciò, ma il mio pensiero va sempre in una direzione: ai miei figli, ai giovani e al futuro. È su di loro che dobbiamo puntare. La politica vera è riassumibile in una parola: servizio, ed è compito degli Amministratori essere lungimiranti, puntando a cambiamenti che vadano oltre l’appuntamento elettorale, ma guardino più in là nel tempo. La memoria – conclude – è un dovere formativo, il presente è figlio del passato. I nomi su queste lapidi devono essere un esempio, monito di eventi terribili e  drammatici che non dobbiamo lasciare siano accaduti invano.”

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