Antemprima del Valsusa Filmfestival con “Il giovane Montalbano” Assegnato al Fassino di Avigliana il premio "Bruno Carli" a Michele Riondino

AVIGLIANA – Anteprima con special guest per il Valsusa Filmfestival che ha aperto la ventesima edizione domenica sera al teatro Fassino insistendo sul risvolto sociale e di riflessione di cui da sempre è portatore, soprattutto attraverso il premio “Bruno Carli”, che ricorda il partigiano fondatore della kermesse. Premio andato al “Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti” di Taranto, che dal 2012 sostiene le istanze di chi, nella città pugliese, lotta per difendere il diritto alla vita, inteso come diritto innanzitutto alla salute e al lavoro, su cui incombe la pensatissima ombra del caso dell’Ilva. Portabandiera del Comitato il celebre attore tarantino Michele Riondino, che è nato e ha trascorso infanzia e adolescenza nella città-fabbrica. Il 37enne interprete della serie tv “Il giovane Montalbano” ha ricevuto il premio “Carli” 2016, in un incontro nel quale l’attore ha testimoniato il proprio amore per la sua città e ha tracciato un trait d’unione tra territori feriti pugliese e valsusino. “Mi fa piacere ricevere un premio intitolato a un partigiano – ha commentato Riondino domenica sera – Perché noi a Taranto siamo partigiani combattenti. E mi fa piacere essere qui in val di Susa, per unire in qualche modo le due lotte per la difesa dei nostri territori. Credo che la politica nasca dai territori e che sia l’antipolitica ad abitare i palazzi“. Trait d’unione ripreso anche da Maurizio Piccioni, che cura il premio Carli per il Filmfest. L’amicizia iniziata con l’occasione di domenica proseguirà il 1° maggio, con la restituzione dell’ospitalità: il “Valsusa” sarà infatti a Taranto, a riconsegnare il premio “Carli” al Comitato, in occasione del concertone la cui direzione artistica è dello stesso Riondino.

Inevitabili, dal pubblico, le domande sull’interpretazione del “Giovane Montalbano”: “Un ruolo che non volevo in realtà accettare per la paura di confrontarmi con un tale personaggio e con Zingaretti – confessa Riondino – Ho potuto lavorare molto bene con Camilleri, che ci teneva a dar vita al prequel del suo ispettore“.

La serata di domenica è stata anche occasione per lanciare i prossimi appuntamenti del festival, che inaugurerà, nel primo week-end di aprile a Bardonecchia con la proiezione di un film sul Cervino di Nicolò Buongiorno, il figlio del grande Mike, e ad Almese con “Fuoco a mare”.