Applausi per i ragazzi de “La Piazzetta” di Giaveno a teatro con “A te la scelta”

la piazzetta

di JAKOB HILFIKER

GIAVENO – Bisogna dire che gli applausi i ragazzi de “La Piazzetta” di Giaveno se li sono proprio meritati. “A TE LA SCELTA”, lo spettacolo teatrale realizzato dall’associazione la sera di venerdì 17 presso il Teatro San Lorenzo a Giaveno, ha decisamente sfatato i miti legati a questo sfortunato giorno… e forse anche quelli legati alle famigerate recite e saggi di fine anno. Ispirato a un libro di Dino Buzzati, “La giacca stregata”, e al programma radiofonico “Alcatraz” di Diego Cugia, la rappresentazione ha unito una storia avvincente a musica, balli, humor, e a uno sguardo su quelle parti di mondo da cui ci giungono informazioni rapsodiche ogni tanto, e che siamo soliti liquidare con la semplicità con cui assistiamo a una strage in un film… E questo sguardo, questo vaso di pandora da cui ogni tanto escono le grida di sofferenza e le richieste d’aiuto della maggior parte della popolazione mondiale – ma che riusciamo sempre tempestivamente a richiudere eh, non vi preoccupate – a fare da sfondo per le avventure dei nostri personaggi; proprio come nella vita reale! Protagonista della storia, un ragazzo che entra in possesso di una giacca ben strana: scopre infatti che da essa è possibile estrarre tante quante banconote si voglia, senza che finiscano mai. Comincia dunque a concedersi dei lussi, circondato dai suoi amici e dalla sua fidanzata: il televisore ultra HD, la chirurgia plastica alla fidanzata (che scopre poi stare meglio prima), la palestra a casa, la piscina… Solo alla fine, mediante i resoconti di un esilarante reporter che incarna perfettamente l’occhio con cui i media volgono la loro attenzione verso le zone critiche del mondo, il nostro protagonista riuscirà a collegare le sue spese pazze con quel massacro in Congo in quella miniera di Coltan (materiale per la costruzione di dispositivi hi-tech), quella scomparsa di protesi da destinare ai bambini mutilati dalle mine e dalle bombe in Afghanistan, quel furto di fondi per sovvenzionare progetti di istruzione nel campo rom di Beinasco, quell’avvelenamento di pozzi d’acqua in Brasile…. Caspita, che giacca miracolosa è mai questa, che permette di arricchirsi quanto si vuole sulle spalle di  persone che non si incontreranno mai!! Il narratore esterno è invece un detenuto ad Alcatraz, nel braccio della morte, che inganna l’attesa conducendo la rubrica radiofonica della prigione… Curioso come la voce della verità provenga da una gola che a breve non emetterà più suono, ma che forse proprio per questo non ha timore di puntare il dito verso coloro su cui ricade la responsabilità di una miriade di cose per cui, se succedessero nei nostri paesi, dovremmo essere “JeSuisQualcosa” per il resto della nostra vita. E chi sono queste persone? Chi sfrutta le miniere in Congo… e chi compra il materiale che ne viene estratto; chi sgancia bombe sui bambini… e chi usa il petrolio del loro paese; chi ruba i finanziamenti pubblici… e chi non si indigna perché erano destinati a rom; chi toglie risorse ai popoli nativi di un luogo… e i turisti per cui queste risorse vengono tolte. Sono il protagonista e i suoi amici; siamo noi. La giacca stregata, alla fine la indossiamo tutti. E come dice il nostro Jack Frusciante dal braccio della morte: “Sei fottuto fratellino, la responsabilità di queste cose cade su noi tutti”. Molto interessante l’effetto che i ragazzi de “La Piazzetta” sono riusciti a ottenere sul pubblico, di sgomento e divertimento al tempo stesso. “La Piazzetta”, per chi non la conoscesse, è una ONLUS di Giaveno che dal 1984 opera in Val Sangone. Scopo della cooperativa è prevenire il disagio giovanile tramite la sensibilizzazione, le attività, la solidarietà, e, ovviamente, lo straordinario impegno che i volontari mettono in questo progetto, caricandosi spesso sulle spalle i ragazzi con cui lavorano per consentirgli di guardare “Oltre il muro” (come anche recita il loro slogan). Quale muro? Quello dell’emarginazione, dell’isolamento, dell’indifferenza, quello che spesso alziamo o che troviamo frapposto tra noi e gli altri; quel muro che volendo, come ci mostrano i ragazzi dell’associazione con il loro quotidiano impegno e con il bellissimo spettacolo che hanno realizzato, siamo in grado di oltrepassare.