Approvata la legge sulla birra artigianale Davide Zingarelli, di Soralamà: "La birra artigianale è sinonimo di qualità"

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VAIE – Si aspettava solo più il si del Senato, che è arrivato, e finalmente in Italia siamo ad una svolta storica per la produzione della birra artigianale. Adesso è stabilito che: “si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e microfiltrazione”. Inoltre  nell’articolo 35 si specifica  che: “per piccolo birrificio indipendente si intende un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui e la cui produzione annua non superi 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di birra prodotte per conto di terzi”.  Il  traguardo è significativo per il settore: fino a ieri  la legislazione italiana non faceva differenza tra  microbirrifici e grandi impianti industriali, nemmeno  per i livelli di imposizione fiscale o  per la complessità degli adempimenti. Ecco cosa cambia ad esempio nel processo produttivo. Nella birra artigianale conta  l’apporto umano e si escludono  passaggi “industriali” come la pastorizzazione e la microfiltrazione che alterano il prodotto impoverendolo delle sue proprietà organolettiche e nutrizionali. L’ingegner Davide Zingarelli, di Soralamà di Vaie: “La qualifica di birra artigianale si prepara a diventare un marchio sinonimo di qualità, in virtù non solo delle materie prime ma anche, e soprattutto, del metodo di lavorazione. Noi è anni che investiamo in questo prodotto e finalmente ora vediamo riconosciuti i nostri sforzi che portano reddito sul territorio”. La nuova legge non adotta criteri specifici per le materie prime, per cui non si può  subordinare l’artigianalità della birra all’italianità del luppolo,  ma accoglie la sollecitazione a incentivarne le colture. La sua  produzione sul territorio nazionale infatti non è ancora sufficiente a soddisfare tutti i birrifici.  Spetta al ministero per le Politiche agricole  favorire, compatibilmente con la normativa europea, il miglioramento delle condizioni di produzione, trasformazione e commercializzazione del luppolo e dei suoi derivati.