Orbassano, le due aree cani sono sempre più pericolose ma il comune non interviene Tra recinzioni piegate, terreno dissestato e cancelli rotti le aree cani orbassanesi sono sempre più insidiose

Orbassano, le due aree cani sono sempre più pericolose ma il comune non intervieneOrbassano, le due aree cani sono sempre più pericolose ma il comune non interviene

Relativamente nuove e poco distanti tra loro, le due aree cani di Orbassano sembrano essere state completamente dimenticate dalla gestione comunale. Le aree in questione – in viale Einaudi e in via Gioberti – risultano essere non solo poco curate da parte del comune, ma addirittura pericolose: Non mancano spuntoni in ferro, recinzioni rotte e piegate e problemi al terreno. Disagi che hanno spinto diversi cittadini a farsi sentire tramite i diversi gruppi facebook dedicati alla Città di Orbassano. Reclami che hanno raggiunto moltissimi cittadini interessati o meno dal problema. Sul fronte del dialogo istituzionale invece le cose non vanno così bene. Dopo numerose segnalazioni, tentativi di dialogo e promesse non mantenute, il comune sembra aver completamente dimenticato la questione e sembra non essere interessato in alcun modo alla risoluzione del problema.

La raccolta firme e la costruzione

L’area cani di viale Einaudi è nata ad agosto 2011, dietro l’iniziativa di diversi cittadini orbassanesi che hanno organizzato una consistente raccolta firme, sottoposta e e successivamente accettata dal comune. La Città di Orbassano si è infatti impegnata a fornire ai cittadini i materiali di cui necessitavano, a patto che si facessero carico della costruzione. Riuniti in una associazione presieduta dalla signora Donatella Garelli (la associazione Braccobaldobau) diversi cittadini si sono impegnati per allestire l’area con i materiali forniti dal comune. L’area – decisamente grande – misura circa 70 metri per 25 ed è stata attrezzata con panchine e fontanelle apposite per i cani, che potevano essere lasciati liberi di scorrazzare in tutta sicurezza.

L’unico problema – poco rilevante in fase di costruzione – erano le reti: Troppo basse, esse misuravano infatti dai 100 ai 120 centimetri. Essendo l’area costruita di fianco ad un parco pubblico con annesso campetto da basket, numerosi ragazzi nel corso degli anni sono riusciti senza troppi problemi a scavalcare le recinzioni per recuperare palloni finiti all’interno della zona, contribuendo alla rottura graduale delle reti.

Iniziano i problemi

Esattamente 4 anni dopo dalla costruzione – nell’anno 2015 – iniziano i primi problemi. L’area accusa i segni della poca cura e dell’utilizzo quotidiano, mostrando numerosi acciacchi. Il terreno è pieno di buche, il manto erboso molto consumato e le reti cominciano a dare segni di cedimento. La presidente dell’associazione che si è impegnata nella costruzione dell’area inizia a contattare l’amministrazione pubblica – Nella fattispecie l’assessore per i lavori pubblici, manutenzione, verde, parchi e ambiente Giovanni Gallo – per mettere a conoscenza chi di dovere del problema, all’epoca non ancora così grave. L’assessore assicura che saranno prese le dovute misure e che l’area sarà messa in sicurezza quanto prima.

Dalla prima segnalazione ad oggi niente è cambiato

Durante l’anno successivo le cose peggiorano. Le recinzioni che prima accusavano segni di cedimento ora sono piegate, parzialmente rotte o addirittura divelte. La signora Garelli nel settembre 2016 si preoccupa di contattare l’Ufficio Ambiente per segnalare il pericolo e di comune accordo viene posto un cartello di avvertimento sulla porta dell’area, cartello che annuncia ai fruitori il pericolo di lasciare il proprio cane libero al suo interno.

Il rischio di fuga dei cani dall’interno dell’area è concreto, tanto da spingere i vari frequentatori dell’area ad intervenire in prima persona, tacconando i buchi con pezzi di plastica, catenacci e filo di ferro. Nell’ottobre 2016 la presidente dell’associazione riesce ad ottenere un incontro con l’assessore Gallo e gli addetti comunali dell’ufficio ambiente. Dall’incontro è emerso l’interesse da parte dell’amministrazione di iniziare i lavori di bonifica e sostituzione delle reti quanto prima – aumentando l’altezza delle reti da 120 centimetri ad almeno 180 – e di sostituzione di eventuali altre parti danneggiate. Ufficiosamente alla signora Garelli viene assicurato che i lavori sarebbero iniziati tra le festività natalizie e la primavera 2017, ma ad oggi ancora nulla è stato fatto.

L’ultimo sollecito ed il silenzio totale

L’associazione Braccobaldobau non si da per vinta e il due maggio la signora Garelli inoltra l’ennesima segnalazione in comune – protocollata – ed apparentemente caduta nel vuoto. Dopo quasi un mese infatti non risulta pervenuta alcuna risposta da parte dell’Assessore all’Ambiente Giovanni Gallo o dal Sindaco Eugenio Gambetta.